Il Tirreno

Grosseto

Amiata ko: la pioggia tiene alla larga la neve

di Fiora Bonelli
Amiata ko: la pioggia tiene alla larga la neve

Poco più di 5 centimetri in vetta e temperature troppo alte per far partire l’innevamento artificiale

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CASTEL DEL PIANO. Niente da fare, acqua tutta la notte. In Amiata ancora non è neve. Solo una nuova spolverata nella prima mattina del 15 gennaio, quando le temperature sono di nuovo scese leggermente.

A conti fatti, sono poco più di 5 centimetri di neve quelli del manto che aveva raggiunto circa 10 centimetri, rimasti in vetta, mentre una trasparente copertura bianca inizia solo da sopra quota rifugi.

Adesso rimane solo la speranza che il forte freddo annunciato non beffi l’Amiata, perché in assenza di precipitazioni nevose potrebbe essere messo in pista l’innevamento programmato che ha bisogno di temperature ed umidità particolari. Certamente temperature sotto zero, basso grado di umidità e assenza di vento.

Al momento, però, nulla da fare per i cannoni, perché la colonnina di mercurio segna, alle Macinaie tre gradi sopra lo zero e è presente una gran nebbia, segno di umidità che impedisce la possibilità di pensare alla neve programmata.

Eppure un paio di giorni or sono, l’abbassamento delle temperature aveva permesso agli operatori di provare l’innevamento artificiale alle Macinaie e al campo scuola Jolly.

La pioggia di giovedì, però, caduta copiosamente e a lungo salendo dai paesi fin quasi in vetta, ha sciolto sia la neve artificiale che quello strato naturale che imbiancava la cima del Monte Amiata.

Luciano Porcelloni dell’Isa Impianti è disperato. «Abbiamo gente disponibile per battere la neve, per sparare e per tutto il resto – dice – Hanno fatto i corsi previsti per legge e aspettano di lavorare. Ma finora un disastro. Niente Natale, niente Capodanno. Siamo pari pari come nel 2000, quando non si vide neve fino a metà febbraio. Addirittura adesso è meno freddo di allora».

Ma questa volta, forse, c’è qualche speranza di arrivare prima di sedici anni fa. Infatti lunedì prossimo tutti i bollettini meteo prevedono un’ondata di freddo polare.

«Dicono che scenderemo a meno 15 di temperatura reale e a meno 25 di temperatura percepita – annuncia Porcelloni – e se fosse vero potremmo sparare coi cannoni neve artificiale. Questa ondata di freddo, infatti pare che non porti precipitazioni, ma se le temperature ci danno la possibilità di intervenire coi cannoni sparaneve, lo faremo ben volentieri. Noi abbiamo già allertato quattro squadre per l’innevamento e per la battitura».

A questo punto non resta che aspettare «e sperare che sia vero – dice Porcelloni – perché ultimamente le previsioni meteo sono per noi poco affidabili. Per coprire le piste abbiamo bisogno di moltissime ore. L’altro ieri abbiamo sparato cinque ore sul Jolly, ma lavoro inutile. La pioggia ha liquefatto tutto».

Enrico Bracciali, dell’Hotel Le Macinaie, commenta: «Rien à faire, niente da fare, finora. E pensare che abbiamo tantissime richieste. È complicatissimo lavorare così. Magari i clienti prenotano, lasciano la caparra e poi gliela dobbiamo restituire perché la neve non c’è. In ogni caso noi stiamo lavorando lo stesso, soprattutto il fine settimana, con richieste di altri tipi di clientela a cui la neve non interessa, ma che vengono per riposarsi in un ambiente bellissimo e accogliente».

Questo, per Bracciali, non toglie il peso di una stagione che sta dirigendosi verso febbraio senza un fiocco. «Il nostro – spiega l’albergatore – è un settore economico importantissimo, che dà tanti posti di lavoro, impiantisti, maestri di sci, albergatori, ristoratori, e tutto l’indotto. Bisognerebbe essere sostenuti come si fa per altri settori ed invece siamo nel dimenticatoio. Eppure non ci arrendiamo. Aspettiamo il grande freddo e speriamo che i cannoni comincino a sparare».

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