Il Tirreno

Grosseto

Aggrediti da un pitbull inferocito

di Fiora Bonelli
Aggrediti da un pitbull inferocito

Dramma nelle campagne di Vallerona: un uomo e un cavallo azzannati e feriti da un cane in libertà. Sul posto i carabinieri

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VALLERONA. Un’imprevedibile aggressione di un pitbull a un uomo e a un cavallo ha scatenato, in campagna, conseguenze drammatiche. A raccontare la brutta avventura subita è Ralf Weber-Sahling, cinquantenne tedesco che con la famiglia si è stabilito nella frazione di Roccalbegna.

«Il fattaccio - racconta Ralf - è avvenuto nella località che si chiama Quattro strade sopra Vallerona, in una strada pubblica vicinale sterrata. Vi ero andato per prendere la spesa che un’amica di mio figlio era andata a comprarmi alla cooperativa di Santa Caterina. Dato che la strada non era carrabile per la sua auto, le sono andato incontro col cavallo e il carro e insieme ci siamo avviati verso casa. Ma arrivati circa 200 metri dopo una struttura dove si allevano alcuni cani da combattimento pitbull, alla cosiddetta “salita lunga” è arrivato di corsa, da dietro, uno di questi esemplari che senza abbaiare o ringhiare subito ha attaccato il cavallo con morsi nelle zampe e dappertutto dove arrivava».

Ralf è rimasto terrorizzato: «In questa situazione ho provato a staccare il cane dal cavallo anche se c’era pericolo di essere morso, mentre la ragazza cercava di tranquillizzare il cavallo. Finalmente sono riuscito a separare i due animali e ho provato a tener fermo e reggere il cane, mentre il cavallo che la ragazza non riusciva a fermare correva con il carro su per la salita. Io intanto urlavo - racconta Ralf - per chiamare il proprietario del cane. In quel momento non mi sentivo più in grado di reggere il cane che cercava di mordermi per liberarsi. E che appena si è liberato si è messo a seguire di nuovo il cavallo attaccandolo e mordendolo ancora nelle zampe, nella pancia, nei testicoli e in mezzo alle zampe anteriori. Né io, fresco di operazione di ernia al disco né la ragazza potevamo raggiungere il cavallo che è caduto in ginocchio perché il cane continuava a morderlo nelle zampe anteriori. Così, a cavallo fermo, ho potuto raggiungere gli animali e staccare il cane di nuovo dal cavallo con tanta fatica e rischio. Ed è stato allora che il cane mi ha morso nella mano sinistra, per fortuna solo il pollice. Nel frattempo la ragazza che aveva seguito il cavallo che si era alzato e stava correndo fino alla cima della salita lo ha staccato dal carro e si è messa a tranquillizzarlo. Intanto io per ripararmi dal pericolo di altri morsi, avendo la mano sinistra ferita e dolorante, con la mano destra sono riuscito a cavare fuori dalla tasca il mio coltellino da merenda, aprirlo e puntarlo con gran fatica, per difesa personale, nel corpo del cane. In questo modo il cane è diventato più debole e così ho potuto prendere il mio cellulare e provare a chiamare il 112. È stato in quel momento che è arrivato il proprietario del cane che mi ha strappato il cellulare dalle mie mani. Ma alla fine il 112 è stato avvertito e il proprietario del cane ha avvertito la sua compagna di venire in auto a prendere l’animale: lei mi gridava di aver ucciso il suo cane, ma nessuno dei due chiedeva notizia del mio cavallo e di me. Alla fine il proprietario mi ha detto: “il mio cane ha morso il tuo cavallo e tu hai ucciso il mio cane, quindi siamo pari”.»

Sul luogo, subito dopo, sono arrivati i carabinieri della stazione di Roccalbegna e medici e veterinari si sono presi cura dell’uomo e del cavallo.

Il signor Ralf ha inoltrato un esposto anche al servizio di veterinaria di Castel del Piano e all’ufficio di igiene. «Occorre - dice lui convinto - tenere al sicuro questi pericolosi cani killer di razza pitbull con bassa soglia di aggressione, quindi sarebbe meglio portare i cani in un posto sicuro per via della pubblica sicurezza, prima che arrivino a uccidere un adulto o un bambino. Io ho capito ora sulla mia pelle di cosa si tratta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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