Il Tirreno

Grosseto

Una torta preparata per la festa in paese

di Francesca Gori
Una torta preparata per la festa in paese

Da quando si era trasferita Maria Grazia Guidoni aveva fatto di tutto per farsi accogliere dalla gente di Monterotondo

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MONTEROTONDO MARITTIMO. Aveva preparato un dolce, con le sue mani per farsi accogliere dalla comunità di Monterotondo. Da quella gente accogliente che esprime il bello della Maremma, fatta di calore e schiettezza. Si fermava a parlare per strada, aveva un sorriso per tutti. Fino a novembre, fino a quando Maria Grazia Guidoni non è stata indagata per l’omicidio della madre Giuseppina Pierini, uccisa a Piacenza e poi nascosta nel podere della Marsiliana dove la donna è stata bambina con i suoi genitori, quella che aveva preso in affitto una casa vicino al centro era una famiglia come tante. Una donna sola, senza lavoro, che cercava di darsi da fare e quattro dei cinque figli, si erano trasferiti nel borgo in collina lo scorso agosto. Erano venuti via da Pontenure, il paese del piacentino dove era rimasta con i suoi figli anche dopo la scomparsa di Giuseppina. Perché ufficialmente, la sessantatreenne originaria di Massa Marittima, aveva fatto perdere le proprie tracce durante l’estate del 2012.

Nessuno, a Monterotondo, avrebbe mai pensato che la donna sarebbe stata arrestata per un delitto terribile. Lo hanno letto sui giornali, lo hanno sentito in televisione quello che sarebbe successo nell’appartamento di via Bosi a Pontenure. E in pochi istanti la vita del paese ha cominciato a camminare con un altro passo. Un passo lento, di dolore e stupore.

Maria Grazia Guidoni aveva fatto di tutto per farsi accettare da quella comunità: parlava con le persone che incontrava per strada, salutava quando incrociava qualcuno, partecipava alle tante attività che vengono organizzate in paese. Fino a quando suo figlio non si è presentato alla caserma dei carabinieri, lei era solo una donna che cercava un lavoro per mandare avanti la sua famiglia. Premurosa, attenta.

Poi, a novembre, quando le accuse del ragazzo sono state messe nero su bianco nella denuncia presentata ai carabinieri di Follonica, la casa che la donna aveva preso in affitto si è svuotata. È rimasta sola a Monterotondo: i figli se ne sono andati e lei ha cominciato a uscire meno, a parlare poco, a salutare a malapena.

«Per noi è stata una doccia fredda - dice il sindaco Giacomo Termine - Non ci aspettavamo una cosa del genere. Questa vicenda ci ha lasciato addosso soltanto una grande amarezza. È stato un crimine efferato, terribile».

Sgomento. È questo l’unico sentimento che le persone di Monterotondo hanno espresso in queste settimane che hanno separato la denuncia del ragazzo, anche lui indagato per la morte della nonna, dall’arresto di Maria Grazia, avvenuto mercoledì.

Lei si aspettava che i carabinieri sarebbero andati a prenderla. Quando ha aperto la porta non ha detto niente: è salita sulla macchina dei carabinieri del nucleo investigativo del comando di Piacenza e ha ripercorso a ritroso quei 400 chilometri che secondo la Procura aveva fatto tre anni fa, con il corpo di sua madre avvolto in una coperta e messo nel bagagliaio della sua auto. Seduto accanto a lei ci sarebbe stato suo figlio, che aveva appena diciotto anni.

Poi è stata portata in carcere, dove ora è a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Sul suo profilo Facebook, a gennaio, scriveva: «Voglio solo morire». Nessuna spiegazione, rispetto a quelle parole. Nessun riferimento a quello che le stava succedendo. A quelle parole pronunciate da suo figlio.

Nessuno a Monterotondo ha troppa voglia di parlare. Maria Grazia era arrivata d’estate e ha vissuto in paese la fine della bella stagione ma già a metà autunno l’incanto si era rotto. E quel paese che aveva scelto per allontanarsi da Piacenza e rifarsi una vita con i suoi figli non è servito a cancellare quello che era successo a Pontenure. Era lontano, sì. Ma anche i chilometri, la distanza, non cancellano i passi fatti nella vita. Né i ricordi. Quelli di quel figlio appena maggiorenne che ha raccontato di aver visto sua madre uccidere la nonna, dopo cena. Avvelenandola mentre era ancora seduta a tavola, in una calda serata di luglio di tre anni prima.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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