Sicurezza
Sì alla perequazione per rilanciare l’edilizia in crisi
Dettate le linee guida del nuovo Regolamento urbanistico Le norme del 2011 sono superate, serve slancio all’economia
FOLLONICA. L’amministrazione comunale si prepara ad affrontare la revisione del Regolamento urbanistico: l’attenzione è puntata ora sul sistema perequativo, con la volontà di dare nuovo slancio all’edilizia. A luglio 2016 scadrà la validità dello strumento con il quale il Comune di Follonica ha stabilito i processi di trasformazione della città del golfo.
L’elaborazione di quel piano è partita nel 2005 e la definitiva approvazione, dopo un percorso non certo lineare, risale appunto al luglio 2011. I follonichesi si ricorderanno i terremoti politici del passato scaturiti proprio dai ritardi sull’ok al Regolamento: all’epoca della giunta di Claudio Saragosa, quando cioè il piano avrebbe dovuto essere varato, ci furono molti consigli comunali infuocati, ritiri di delibere, poltrone saltate (Tiziano Cianchi, allora assessore all’urbanistica, se ne andò dalla giunta lanciando accuse non proprio velate ai vertici del Pd colpevoli di aver messo i bastoni tra le ruote nell’iter per l’approvazione del Regolamento e quindi di aver portato alla sconfitta di Saragosa alle primarie, vinte da Eleonora Baldi), e in più tantissime osservazioni arrivate in municipio, quasi trecento. Un lavoro enorme e previsioni urbanistiche già datate al momento del via alle nuove regole: già nel 2011 tutti sapevano, compresa la maggioranza, che quel Regolamento non era il migliore possibile ma comunque andava concluso l’iter.
Ora il Comune ha la possibilità di riscattarsi e di non inciampare più in slittamenti che altro non fanno che rendere vecchie le norme e frenare l’edilizia e di conseguenza tutto l’indotto economico che ne scaturisce. Il primo punto sicuramente da rivedere riguarda il sistema della perequazione: si tratta di uno strumento utile a portare a carico dei privati l’onere della realizzazione di parti consistenti delle opere l’urbanizzazione di una città, un modo per riequilibrare le trasformazioni urbane fatte da operatori privati negli impatti generati sulla comunità. Chi cioè ha vantaggi economici grazie alla costruzione di nuovi edifici o alla riqualificazione di aree cittadine (per fare un esempio), in cambio realizza opere come strade, marciapiedi, sotto servizi, e altro ancora, che poi diventano pubbliche e quindi della città stessa e dei suoi cittadini. Il problema nell’attuale Regolamento è che il sistema perequativo presente non rende attrattive alcune attuazioni delle previsioni urbanistiche: per questo, come si legge nella relazione del dirigente all'urbanistica, Vito Di Sabato, «è necessario procedere ad una nuova e approfondita indagine conoscitiva che possa portare ad eventuale revisione del meccanismo perequativo».
La modifica dovrà comportare una diversa capacità di proporsi rispetto alle forme attuali, più che ridurre semplicemente le quantità degli obiettivi previsti. Basti pensare che tra gli interventi dell'attuale disciplina urbanistica dove si prevede la perequazione, è partita solo un’operazione, le altre, di maggior dimensione, non hanno ancora avuto attuazione. Negli ultimi 5 anni il mercato immobiliare ha subito poi una decisa contrazione nei prezzi: meno richieste e costi minori. «Abbiamo approvato un atto di indirizzo dove facciamo salvo il principio della perequazione – spiega Andrea Benini - ma nel contempo si prevede una ricalibrazione della stessa formula, non abbassandone tout court le quantità: ci sarà un gruppo di lavoro tecnico che valuterà tutti gli scenari possibili, nella logica di anticipare poi quello che sarà il nuovo strumento urbanistico». Tutto questo affinché riparta uno dei settori fondamentali dell’economia, l’edilizia.
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