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LA RINASCITA

Maremma da boom, 7 offerte per affittare i fari

Il faro delle Formiche
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Il faro delle Formiche

Si chiude il bando nazionale per prendere in custodia i vecchi guardiani del mare: 4 per il Giglio e 3 per le Formiche

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GROSSETO. Cosa riservino le buste arrivate al ministero a Roma - se proposte per suggestivi hotel di charme, ristorantini o basi marittime per subacquei - ancora non è dato sapere. Fatto sta che in tutt'Italia è boom di offerte per il primo bando di gara che propone in affitto, fino a 50 anni, 11 fari di proprietà dello Stato. E la Maremma non è da meno avendo riservato un numero cospicuo di proposte superiore alle aspettative.
Sono 7 le offerte presentate per diventare gestori dei tre fari grossetani inseriti nel bando: 2 sono per il faro di Capel Rosso sull'isola del Giglio, 2 per il faro Punta del Fenaio (sempre al Giglio) e 3 per quello delle Formiche di Grosseto, tutti e tre gestiti dal Ministero della Difesa e in attesa di una nuova chance che permetta loro di tornare a palpitare.

I bandi, online dal 12 ottobre 2015 al 12 gennaio 2016, sono stati gestiti dall'Agenzia del Demanio e dal Ministero della Difesa/Difesa Servizi in maniera parallela. Per partecipare alla gara si doveva presentare un progetto di riqualificazione e valorizzazione e un'offerta economica libera. Alla scadenza - fanno sapere dall'Agenzia del Demanio di Roma - sono arrivate per tutt'Italia 39 proposte per il recupero e il riuso di un primo pacchetto di fari di pregio storico e paesaggistico. Il bando, appena concluso, ha visto una grande partecipazione del territorio ma anche dell'associazionismo sociale e ambientale, dell'imprenditoria immobiliare e investitori esteri. Sul podio è il faro di Capo d'Orso a Maiori (Salerno) con 7 offerte, seguito dal faro di Punta Imperatore a Forio d'Ischia con 6. Ma tra i vecchi guardiani del mare anche la Maremma si difende bene con 4 offerte per i fari gigliesi e 3 solo per quello delle Formiche.

Un risultato per nulla scontato, tanto più che sui nostri gioielli insistono anche diversi vincoli e difficoltà legate all'accessibilità. Da chi provengano le offerte non è dato per ora sapere: sarà forse noto i prossimi giorni quando il bando scorrerà nel suo iter. Sappiamo però che ci sono alcune associazioni maremmane che inizialmente erano interessate a partecipare e si sono poi tirate indietro; tra queste il presidio Slow Food Isola del Giglio Giannutri. «Avremmo anche voluto partecipare con idee e progetti, ne abbiamo tanti - dicono loro - ma abbiamo desistito per un problema di risorse. Insomma, il progetto è ambizioso e impegnativo, e non c'erano le condizioni».

È soddisfatto il vicesindaco Paolo Borghi che sul faro delle Formiche tiene a intervenire. «La notizia delle 3 offerte ci rassicura sulla strada intrapresa ed è motivo di grande soddisfazione - dice - Un bel risultato perché ora il Ministero potrà valutare concretamente i progetti di recupero e riqualificazione che spero rappresenteranno quell'opportunità di attrazione turistica ulteriore per le Formiche, grande patrimonio naturalistico del territorio. Ringrazio il ministro Pinotti».

Ora prende il via il secondo step della gara che vedrà due commissioni separate, una per il Demanio e l'altra per la Difesa, procedere in seduta pubblica con l'apertura dei plichi e la verifica dei requisiti.

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