Il Tirreno

Grosseto

Gli operatori marittimi chiamano alle armi

di Andrea Capitani
Gli operatori marittimi chiamano alle armi

Il 3 febbraio in piazzale Candi si organizza una manifestazione nazionale Le associazioni fanno appello: «Massima coesione per far valere i nostri diritti»

3 MINUTI DI LETTURA





PORTO SANTO STEFANO. Quella del 3 febbraio sarà una manifestazione di portata nazionale.

Il piazzale Candi a Porto Santo Stefano accoglierà centinaia di marittimi provenienti da tutta Italia. Molte associazioni - non solo argentarine - stanno manifestando la propria volontà di partecipare alla protesta sui decreti legge che potrebbero entrare in vigore nel 2017, che porterebbero numerosi cambiamenti alla nautica (in negativo, stando al pensiero dei naviganti stessi).

L’obiettivo dell’appuntamento sarà quello di cercare di fermare la loro entrata in vigore. Saranno dunque presenti con delle delegazioni, tra le altre, anche l’associazione Marittimi Tirreno Centrale, la Cosmar (Comitato per la Salvaguardia della Dignità dei Marittimi) e la Lmtc (Lavoratori Marittimi della Costa Tirrenica). Perché organizzare una manifestazione di questa portata proprio a Porto Santo Stefano e non direttamente a Roma? «Anche noi ci siamo posti questa domanda - sottolinea Maurizio Amato, presidente dell’associazione marittimi Argentario - ma abbiamo pensato di fare un passo alla volta e che una manifestazione direttamente a Roma, organizzata in poco tempo e fatta con poche persone, potrebbe avere l’effetto contrario. Noi crediamo di riuscire a far confluire nella nostra piazza molta gente, anzi, speriamo di riempirla e quell’immagine, quell’entusiasmo, quella rabbia, trasferirla con foto e televisioni a tutti i marittimi d’Italia, come spinta a muoversi verso Roma.

È per questo che chiediamo l’aiuto delle altre associazioni». Ad affiancarsi al pensiero di Amato c’è anche quello di Luigi Scotto, presidente della società Lavoratori del Mare ed ex assessore alla nautica del comune di Monte Argentario.

«Il risultato che vogliamo conseguire - spiega - è far capire alla politica e al ministero che i nostri problemi sono reali e drammatici, che un’intera categoria è a rischio non dico di estinzione, ma sicuramente di forte ridimensionamento degli spazi di lavoro e quindi di sostentamento per le rispettive famiglie. Per adesso le adesioni che stanno arrivando sono molte e importanti, quindi nulla ci vieta di ampliare il programma. Mi piacerebbe davvero molto che si ragionasse in termini di “noi”, perché siamo una categoria con gli stessi identici problemi. Uniti possiamo cambiare le cose e, se riusciremo a tradurlo in pratica, nessuno ci potrà impedire di far valere i nostri diritti». Al coro si unisce anche Mattia Bandoni, presidente dell’associazione Lavoratori Marittimi della Costa Tirrenica. «Parlo a nome di Lmtc: noi ci saremo - dice - e mi unisco all’appello di stare uniti. Il proprio orticello non è più sicuro e separati non siamo riusciti a tutelarci. É il momento di dimostrare se abbiamo la dignità di difenderci come categoria o se ci limitiamo a ristretti interessi di gruppo. Uniamoci a Porto Santo Stefano, perché così faremo il primo passo verso la dignità che qualcuno cerca di svendere e barattare per interessi che non sono i nostri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web