Il Tirreno

Grosseto

Ruba videocamera e picchia un poliziotto

Arrestato un tunisino: per fuggire aveva anche scagliato un carrello della spesa contro l’agente

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GROSSETO. Atia Kaies o Ataya Kais, comunque si chiami, passerà i prossimi giorni in prigione. Trentotto anni, tunisino, già conosciuto alle forze dell’ordine, l’ha fatta grossa. Prima ha preso a calci e pugni un poliziotto, poi gli ha scagliato addosso un carrello della spesa, preso a una cliente del supermercato che passava lì a fianco. Aveva dato in escandescenze perché il poliziotto - tra l’altro libero dal servizio - lo aveva notato mentre teneva un comportamento strano dentro al negozio Mediaworld, al centro Aurelia Antica. Lo aveva seguito tra i negozi e si era qualificato. Aveva portato via una telecamera dagli scaffali.

Resistenza a pubblico ufficiale con lesioni (l’agente ha una prognosi di 15 giorni per il trauma a una spalla) e rapina impropria i reati per i quali è stato arrestato martedì intorno alle 12 dalla Volante della polizia di stato, avvertita dal collega. Ma anche l’arresto non era stato semplice, perché dal piazzale del parcheggio Atia era fuggito per alcune centinaia di metri, fino ad essere intercettato dalla pattuglia all’ingresso dell’ippodromo del Casalone. Nel frattempo, era stato visto disfarsi del giaccone e impugnare quello strano oggetto cilindrico, notato dall’agente mentre lo straniero era all’interno del negozio: dentro c’era un dispositivo elettronico. Con sé l’uomo aveva anche una videocamera Activeon ancora sigillata nell’imballo ma senza scatola, del valore di 120 euro (è stata restituita in seguito al direttore che ha fatto denuncia di furto). Quando era stato fermato dall’agente, Atia-Ataya non aveva usato parole di circostanza: «C... vuoi? Stai attento che ammazzo te e la tua famiglia», le parole pronunciate, accompagnate dal dito indice alzato. E intendeva riferirsi alla moglie e la figlia di cinque mesi che accompagnavano l’agente.

Il giudice Marco Mezzaluna ha convalidato l’arresto chiesto dal pm Alessandro Leopizzi e ha disposto il carcere in attesa del processo, che si terrà a febbraio con il rito abbreviato (difesa Leonardo Latini). È senza fissa dimora, a parte una sorta di recapito a Teramo.

La polizia ha comunque denunciato Ataya anche per false attestazioni sull’identità personale e per non aver rispettato l’ordine di espulsione emesso nel 2011 dal prefetto di Napoli.

(p.s.)

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