Sicurezza
La via gratuita e veloce del difensore civico
GROSSETO. «C’è una strada più veloce, del tutto gratuita e che non esclude a chi vuole far causa di andare avanti su quel percorso. Perché non tentarla?». Non è la prima volta che Stefania Laurenti,...
GROSSETO. «C’è una strada più veloce, del tutto gratuita e che non esclude a chi vuole far causa di andare avanti su quel percorso. Perché non tentarla?».
Non è la prima volta che Stefania Laurenti, consigliera comunale del Pd, si occupa delle aree Peep e delle “sorprese” che piombano sulle famiglie rispetto a pagamenti e riscatti. Nel 2013, insieme a un comitato di cittadini presieduto da Roberto Celletti, guidò e vinse una battaglia all'apparenza impossibile, facendo fare marcia indietro al Comune. Anche in quel caso, come nell’odierna vicenda del Peep Pizzetti, le famiglie che avevano una casa in area Peep si trovarono, di punto in bianco, a dover pagare più del previsto.
«Nel 2012 il Comune approvò un aumento del 300 per cento del riscatto per trasformare il diritto di superficie in diritto di proprietà», spiega Laurenti. «Chiesi di ritirare la delibera, ma mi risposero che la mia richiesta non era abbastanza specifica. Così col comitato scrivemmo al difensore civico regionale per un parere».
Il difensore civico regionale è un avvocato, pagato dallo Stato, che ha il compito di tutelare il cittadino accogliendone i reclami non accolti in prima istanza. Una figura di garanzia con due caratteristiche.
«Prima di tutto per i cittadini è gratuito – dice Laurenti – e poi ha il vantaggio che risponde nel giro di un mese. In quel caso ci dette una risposta e avemmo ragione». Le ragioni convinsero la giunta, che ritirò l’atto e ricalcolò il rincaro su cifre più accettabili.
«Nella vicenda del Peep Pizzetti – spiega ancora la consigliera – bisogna tener conto di una cosa: la legge italiana dice che il valore dell’esproprio dei terreni deve essere pari al valore di mercato di quei terreni. Quindi il Comune può aver avuto delle mancanze, può essere responsabile da un punto di vista morale, etico. Ma dal punto di vista della legge, a mio avviso, è a posto. E, lo voglio precisare: qui nessuno vuole tutelare il Comune: quello che voglio è tutelare la cittadinanza. Per questo martedì sera ho provato a intervenire alla riunione tra proprietari e avvocati del Peep Pizzetti: volevo solo presentare la mia proposta, ma mi hanno mandata via perché, hanno detto, sono del Pd».
La consigliera, che proprio per vicende relative al Peep Pizzetti rischia di essere espulsa dall’unione comunale del Pd (nelle scorse settimane ha sollevato la questione del presunto conflitto di interessi sul segretario comunale del suo partito, Saimo Biliotti, che ha una ditta che ha costruito al Peep Pizzetti e, allo stesso tempo, è stato presidente di commissione consiliare in materia di Peep Pizzetti), non rinuncia a presentare la sua proposta.
«Secondo me non costa nulla rivolgersi al difensore civico regionale, la dottoressa Lucia Franchini – spiega Laurenti – chiedendo se non sia il caso di fare un'azione legale contro le cooperative costruttrici, visto che è dimostrato che sapevano che il valore dell’esproprio sarebbe aumentato».
La richiesta, spiega ancora Laurenti, «è a costo zero e fra un mese c’è la risposta, al contrario di una battaglia legale di cui non si conosce l’esito e che sicuramente avrà dei costi. Se non tanto per gli avvocati, almeno per gli interessi. In attesa della risposta del difensore si potrebbe chiedere al Comune di sospendere la richiesta del pagamento. In fondo, un percorso non esclude l'altro: perché se ho due gambe non posso correre con entrambe?». (f.f.)
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