Il Tirreno

Grosseto

Ippodromo senza gare né soldi La convenzione non cambia

di Paola Villani

Incontro in commissione con i vertici di Sistema Cavallo: «Abbiamo fatto salti mortali per stare aperti» L’amministrazione chiede un piano industriale alla società che ha in concessione l’impianto

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FOLLONICA. «Ora non possiamo modificare la convezione, dobbiamo procedere per gradi». La situazione attuale dell’ippodromo di Follonica al centro del dibattito delle commissioni consiliari: martedì pomeriggio in municipio insieme ai consiglieri comunali, ai dirigenti e altri funzionari, erano presenti sia il sindaco di Follonica, Andrea Benini, che i rappresentanti della Sistema Cavallo, gestore sportivo dell’impianto, mentre mancava il concessionario, la Follonica Corse e Cavalli; la riunione è stata richiesta dal Movimento 5 Stelle tempo addietro.

Sicuramente la mega struttura alle porte di Follonica rappresenta una spina nel fianco dell’amministrazione: in corso è un maxi processo che ha coinvolto tre legislature, sommato alla crisi dell’ippica e quindi al ridimensionamento delle attività intere.

Nei piani originari, risalenti agli anni novanta, in quella struttura avrebbero dovuto lavorare centinaia di persone: oggi, i dipendenti a tempo indeterminato assunti dalla Sistema Cavallo, sono otto. Le corse? Una a settimana, il lunedì, e a quanto pare neppure aumenteranno in futuro, visto che adesso per assegnare le gare ippiche il ministero ha deciso di fare una classifica degli impianti presenti in Italia e Follonica non sarà certamente tra quelli ritenuti strategici. La parte della struttura destinata agli allenamenti attualmente ospita sessanta cavalli, con 108 contratti con proprietari di equini per l'affitto dei box.

I numeri parlano da soli: la situazione non è certamente rosea e il futuro non si prospetta migliore. «La convenzione non ci permette di utilizzare l’impianto se non in maniera strettamente legata al cavallo – hanno spiegato dalla Sistema Cavallo - non possiamo aprire un ristorante con una sola giornata di corse, quello che possiamo fare lo stiamo facendo, abbiamo portato gare di salto ad ostacoli, l’equitazione, la scuola, ma la realtà del settore è sotto gli occhi di tutti, senza contare che in Toscana ci sono quattro ippodromi a pochi chilometri di distanza tra loro. Se la Sistema Cavallo non avesse un capitale sociale importante sicuramente nel passato la struttura avrebbe chiuso: tutti sappiamo dei ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione».

Gli ippodromi hanno come unico cliente lo Stato che salda periodicamente le quote spettanti ai gestori: a Follonica mancano ancora all’appello gli ultimi quattro mesi. «La sensazione che abbiamo avuto parlando con chi ha lavorato all’interno dell’ippodromo – hanno spiegato dal Movimento 5 Stelle – è che la società abbia tirato i remi in barca e che non abbia mai cercato un confronto leale con il resto degli interessati». «Abbiamo rischiato di chiudere – hanno risposto dalla Sistema Cavallo – lo sforzo che abbiamo fatto in due anni è stato enorme: la percezione di un abbandono è in tutte le città dove ci sono strutture simili». Benini ha spiegato che l’amministrazione sta chiedendo garanzie, ma non alla Sistema Cavallo, quanto alla concessionaria del Comune, la Follonica Corse e Cavalli. «Abbiamo prima di tutto dovuto capire se si trattasse di interlocutori credibili, poi abbiamo iniziato a presentare le nostre richieste – ha detto Benini – Ripristinare il decoro che mancava, rilanciare il centro di allenamento, la situazione era veramente desolante. Ora siamo in attesa di un piano industriale credibile: questo il primo step, adesso non possiamo mettere mano alla convenzione. Dobbiamo puntare a trarre il massimo da ciò che è già in essere dopo potremmo ragionare sugli accordi». Altro dettaglio non da sottovalutare è che alcune società coinvolte nella gestione dell’impianto hanno accumulato poi debiti nel pagamento i tasse e canoni.

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