Sicurezza
Dissidi in casa M5s La palla passa a Grillo
Il meetup “bis” scrive al leader: «Dica se Gori ha agito bene»
GROSSETO. Una lettera indirizzata a Beppe Grillo, a Gianroberto Casaleggio, ai vertici del Movimento 5 Stelle (Roberto Fico, Alessandro Di Battista, Luigi di Maio). Girata, per conoscenza, agli europarlamentari, a tutti i deputati e i ai senatori, ai consiglieri regionali in Toscana. E a Giacomo Gori, portavoce in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle di Grosseto e titolare del logo.
Il secondo meetup – il gruppo “Amici di Beppe Grillo Grosseto” – non si arrende. Anzi, fa un passo avanti. Denuncia il metodo adottato da Giacomo Gori per la selezione della sua lista e chiede a Beppe Grillo se abbia mai legittimato – tramite certificazione – la lista presentata pubblicamente da Gori il 9 gennaio scorso a Grosseto. In caso contrario si chiede se verranno presi provvedimenti in merito. Un esposto – firmato da trenta persone – che si articola su quattro pagine e trova fondamento nel post dal titolo “Elezioni comunali - repetita Iuvant” apparso sul blog di Beppe Grillo il 30 novembre 2015.
In quella circostanza Grillo spiegò che per partecipare alle elezioni comunali bisognava seguire una procedura di certificazione. «Nel caso di più liste e in mancanza di un accordo per presentarne una sola – scriveva Grillo – si procederà, se il caso, con una votazione on line tra gli iscritti al M5s del comune. Una lista non esiste se non è stata certificata. Chiunque accrediti una lista non certificata a nome del M5s verrà diffidato».
Stando a quanto dichiarano gli iscritti al secondo meetup, Gori avrebbe completamente disatteso questo percorso, il principio della trasparenza e dell’unovaleuno. Si portano come esempio articoli di giornale, documenti e dichiarazioni rilasciate dallo stesso Gori. In alternativa si esalta il percorso «democratico e orizzontale» messo in campo dal gruppo dei ricorrenti. Si ricorda l’apertura totale al primo meetup e si sottolineano passaggi inerenti “il portavoce ideale”, per segnare la distanza dai comportamenti di Gori. Insomma un vero e proprio atto di accusa. Di fronte al quale – se lo augurano Paolo, Matteo, Roberto, Elena e gli altri – si spera in un intervento delle persone in indirizzo.
In effetti il Movimento 5 stelle non solo ha annunciato il suo candidato (il portavoce e capogruppo in consiglio comunale Giacomo Gori), ma ha già pronta la squadra che si presenterà alle urne per la carica di consigliere comunale. I candidati sono stati scelti mediante le autocandidature su www.grosseto5stelle.it. Ogni candidato è stato passato al vaglio del sistema “matrice multicriteri” che ha tenuto conto di diversi requisiti individuati dagli attivisti. La squadra pronta a presentarsi agli elettori è stata perfino presentata alla stampa.
Anche sull’iniziativa pubblica del 9 gennaio scorso, i trenta iscritti al secondo meetup chiedono lumi. «A noi sembra che sia stata accreditata una lista a nome del Movimento 5 Stelle, lista non ancora certificata per stessa ammissione di Gori. Così facendo non sono stati favoriti la condivisione e il coinvolgimento dei cittadini iscritti a entrambi i meetup grossetani. Non solo. È stata ostacolata la costituzione di una lista unitaria che fosse espressione dei due meetup grossetani attraverso il percorso trasparente nato in seno agli incontri pubblici».
In particolare si contesta «la selezione delle candidature per la composizione della lista a criteri e votazioni mai rese note e svoltesi in seno a un gruppo ristretto di persone».
Accuse già sentite, sempre dalle stesse persone. Ieri è stato chiesto allo staff di Giacomo Gori se fosse prevista una replica rispetto a questa nuova azione del secondo meetup. Ieri sera c’è stata una riunione del gruppo e probabilmente oggi arriverà la risposta.
E comunque un intervento dei livelli nazionali appare a questo punto inevitabile.
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