Il Tirreno

Grosseto

Lo chiude in terrazza, ma il ladro scappa

Si è calato dal quarto piano di un palazzo alto 20 metri scendendo dalle tubazioni del gas

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GROSSETO. Si è trovato faccia a faccia con il ladro nella camera nella quale stava dormendo. Erano le 4 del mattino, quando un uomo vestito con un giubbotto verde militare e pantaloni dello stesso colore è entrato nell’appartamento in via Scansanese dove dormiva Sergio Rocchiggiani, autista della Camera di commercio di Grosseto. «Quella è casa di mia madre, che ora non sta bene e quindi la notte vado a dormire da lei - racconta Rocchiggiani - e anche ieri notte, come sempre, a una cert’ora mi sono svegliato per andare a vedere come stesse». La madre di Sergio dormiva tranquilla nella sua camera e il cinquantacinquenne ha deciso di tornare a letto. «Era come se avessi sentito una presenza - spiega - ma erano le quattro del mattino e mi sono addormentato di nuovo. Dopo pochi minuti però, sono stato svegliato da un rumore». Il ladro era lì, davanti a lui. Era entrato dalla finestra della cucina, che si affaccia su un terrazzo. «Mi sembrava incredibile - dice - perché l’appartamento di mia madre è al quarto piano, a un’altezza di 20 metri dalla strada. Un funambolo, non poteva essere altrimenti».

Rocchiggiani ha fatto uno scatto dal letto e il ladro si è rifugiato sul terrazzo dell’appartamento. «Credevo che fosse in trappola - aggiunge - e ho chiamato subito la polizia. Ma dopo pochissimi minuti quell’uomo non era più lì». È scappato, calandosi dai tubi del gas che sono sulla facciata del palazzo.

L’appartamento dove dormiva il cinquantacinquenne non è stato l’unico del palazzo ad essere visitato. L’uomo è entrato anche in quello al terzo piano dove abita un’anziana da sola.

Dalla casa di Rocchiggiani non ha fatto in tempo a sparire nulla. Ma l’uomo ha avuto paura.

«Sulle prime, quando l’ho visto - racconta - gli sono corso dietro senza pensare alle conseguenze. Ho visto che aveva forzato la finestra con un cacciavite. Avrebbe potuto reagire e ferirmi». Paura, ma anche rabbia per quella casa violata nel cuore della notte. «Ho dovuto provvedere a installare le inferriate alle finestre - dice - ma ci vorrebbero anche più controlli. Io ho solo visto com’era vestito quell’uomo, ma non so altro. Non ha detto nemmeno mezza parola, è scappato e basta quando si è accorto che mi ero svegliato».

Francesca Gori

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