La protesta
«Hanno provato con mia madre ma lei ha fiutato la truffa»
BAGNO DI GAVORRANO. Il modus operandi è già noto: fermano una persona fingendo di conoscerla e chiedono di saldare un debito dei figli. La “truffa del figlio” è ormai un copione già rivisto. E se in...
BAGNO DI GAVORRANO. Il modus operandi è già noto: fermano una persona fingendo di conoscerla e chiedono di saldare un debito dei figli.
La “truffa del figlio” è ormai un copione già rivisto. E se in un caso (quello di Grosseto, vedi articolo sopra) è andata bene al ladro, fortunatamente altrove è andata male. Ieri si sono contati almeno due casi gemelli, in Maremma. In mattinata, a Bagno di Gavorrano, una signora di sessantacinque anni è stata fermata da un ragazzo sulla trentina dai capelli rasati.
«Quell’uomo – racconta il figlio della donna – ha fatto intendere a mia madre di conoscerla bene e di conoscere anche me, “prima l’ho vista in coop ma non mi ha salutato, non si ricorda di me?”, le ha chiesto». L’uomo ha cercato poi di convincere la donna a saldare un debito del figlio. «Ha detto a mia madre che avevo acquistato un computer nel suo negozio e che il conto ammontava a duemilacinquecento euro, voleva i soldi subito, le ha detto di andare a casa o in banca per prelevarli, poi ha finto di telefonarmi ma mia madre, quando ha visto che il numero che componeva non era il mio e che non ero io a rispondere al telefono, ha capito che si trattava di una truffa e ha cercato di allontanarlo anche se il ragazzo ha insistito molto – continua il figlio – Mia madre è stata attenta e non ha creduto alle parole dell’uomo che si era mostrato tanto affabile. Ho sentito altre persone in paese e sono venuto a sapere che non è la prima volta che quell’uomo prova a truffare le persone, purtroppo qualcuno è caduto nel raggiro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google