La manifestazione
Aspetta da due mesi il vaccino del figlio
Una madre: «Presi appuntamento a novembre dal pediatra, ho pagato 70 euro di bollettino e la dose ancora non c’è»
GROSSETO. È arrivato il vaccino contro il meningococco di tipo B, il batterio che provoca la variante di meningite che ha colpito una studentessa grossetana di 23 anni: è nelle disponibilità dell’Asl 9. Per averne una dose, però, bisogna attendere: da un massimo di due mesi (a Grosseto) a un minimo di quaranta giorni (a Follonica). L’unica eccezione è per i neonati, anzi, per i nati a partire dal 2014: per loro è stata riservata una corsia preferenziale. Sul fronte dei vaccini in Toscana – regione al secondo posto in Italia per casi registrati di meningite – qualche intoppo, negli ultimi mesi, dovrebbe esserci stato. Lo confermano i tempi di attesa per essere vaccinati e il caso di Elena, una mamma maremmana. Ecco il suo racconto.
Dal pediatra. Elena ha un figlio di 13 anni. Il ragazzino è vaccinato contro il meningococco dei ceppi A, C, W, Y: ha ricevuto il vaccino tetravalente, gratuito nella nostra Regione per i ragazzi tra 11 e 20 anni. Ad intervallo variabile in Toscana spunta un caso di meningite e anche la Maremma non fa eccezione (due i casi fino ad ora). «La pediatra – racconta Elena – mi disse che il vaccino per il meningococco di tipo B non era obbligatorio, ma molto consigliato».
Fisso e pago. Così Elena fissa un appuntamento per il figlio: «intorno al 20 novembre». E paga anche un bollettino: «Me lo diede la pediatra – precisa – era intestato all’Asl 9. E io l’ho pagato. Settanta euro. Poi ho capito che avrei dovuto pagare – aggiunge – una seconda tranche di pari entità per la seconda dose, che sarebbe stata somministrata a distanza di un mese dalla prima».
L’attesa. Arriviamo ad oggi. Il risultato è che Elena sta ancora aspettando che suo figlio venga vaccinato. «La pediatra non sa che fare – racconta – mi dice: “se non me li mandano, io non posso farglielo”».
Il limbo. «Io non recrimino – motiva – il fatto che si dia precedenza ai neonati: è sacrosanto. Dico solo che è inutile che l’Asl faccia la campagna per la profilassi – “Vaccinatevi, vaccinatevi” – quando il vaccino non c’è». Elena è una mamma e non ha neppure nulla da dire sui 70 euro pagati per ottenere il farmaco: «Il problema non sono i 70 euro che ho pagato (li ho spesi più che volentieri), ma non sapere quando mio figlio potrà fare la vaccinazione. All’Asl mi hanno detto che si andrà a febbraio». E nel frattempo? «Mio figlio – dice – va in giro, si muove in autobus. E poi c’è mia figlia che ha 19 anni: non frequenta la biblioteca Chelliana (dove il pomeriggio del 4 e del 5 gennaio ha studiato la ragazza grossetana colpita da meningite) ma può essere a rischio, tant’è che stavamo pensando di far vaccinare anche lei».
Risponde l’Asl. Dagli uffici Asl spiegano – parliamo sempre dei vaccini per il meningococco di tipo B – che le dosi adesso sono nelle disponibilità dell’azienda sanitaria; che nei mesi scorsi c’è stato qualche ritardo nell’approvvigionamento ma che i problemi sono risolti; e che i tempi di attesa variano tra 40 e 60 giorni. Torna tutto ciò che ci ha raccontato Elena, fatta eccezione per le 70 euro pagate prima di aver goduto della prestazione e per il fatto che l’antidoto non è stato ancora somministrato. Per questo l’Asl ha intenzione di andare a fondo sul caso di Elena. Aggiungiamo (fonte Asl) che la vaccinazione per il meningococco di tipo B è gratuita per tutti i nuovi nati a partire dal 2014: in questo caso occorre rivolgersi al proprio pediatra. Nel caso in cui il pediatra non abbia aderito alla campagna vaccinale e per gli adulti, occorre prenotare un appuntamento ai Centri vaccinali (Distretto di Follonica, ospedale di Orbetello, Distretto di Arcidosso, Villa Pizzetti); tale prestazione, come detto, è a pagamento.
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