Il dolore
«Abbiamo risposto ai tagli mantenendo il livello dei servizi»
Il sindaco di Roccastrada Limatola a tutto campo sul 2015 Gestioni associate o rifiuti: un modello di welfare generativo
ROCCASTRADA. Un bilancio dell’anno appena concluso, ma soprattutto uno sguardo al 2016, alle prospettive per la Maremma, la sanità, i servizi associati. Il sindaco di Roccastrada Francesco Limatola non ama guardarsi l’ombelico. Preferisce tenere la testa alta.
«Il 2015 non è stato un anno facile per gli enti locali, ma da parte nostra abbiamo risposto ai forti tagli mantenendo il livello di servizi ai cittadini senza rivedere tasse e imposte comunali e allentando, in molti casi, la pressione impositiva. Questo si è tradotto in una riduzione del costo del servizio di refezione scolastica, taglio di due punti dell’aliquota Imu sugli immobili concessi in comodato gratuito ai familiari e di un punto sui capannoni industriali; azzeramento della Tari per i primi due anni di attività; agevolazioni per attività già presenti; azzeramento della Tasi per inquilini e nuovi residenti nei centri storici, anticipando quello che poi ha fatto il governo Renzi da quest’anno».
Lei è spesso in tivù - Report, Uno Mattina, tg della Rai, da Vespa a Porta a porta - per parlare di Roccastrada laboratorio del cosiddetto welfare generativo. Sembra più u sindaco del M5S che del Pd...
«Sì, abbiamo colto delle opportunità contenute nel decreto “Sblocca Italia” e nel Job Act, introducendo regolamenti che prevedono esenzioni e riduzioni sui tributi comunali a fronte di interventi di pubblica utilità. Non solo. Sulla partecipazione la Regione Toscana ha una legge avanzata, con ampi margini per i Comuni. Noi puntiamo sulla cittadinanza attiva, che coinvolge già da tempo i cittadini residenti e che garantisce piccoli interventi per migliorare la vivibilità e la qualità degli spazi pubblici a fronte di agevolazioni sui tributi comunali».
Quale sarà l’obiettivo primario del 2016?
«Non ho dubbi: la semplificazione amministrativa. L’obiettivo è dotare Roccastrada entro un anno di nuovi strumenti urbanistici dove le parole d’ordine saranno: tutela, per salvaguardare e valorizzare il nostro enorme patrimonio di beni ambientali e paesaggistici; sviluppo, cioè iniziative imprenditoriali sostenibili in grado di creare occupazione; semplificazione, puntando a snellire gli iter con poche regole. Non abbiamo bisogno di grandi espansioni, ma di una vasta politica di recupero del patrimonio edilizio esistente, centri storici in particolare».
Parliamo di rifiuti. È vero che partirà il porta a porta?
«Sì, il progetto di “porta a porta” partirà entro giugno a Roccastrada, Sticciano e Ribolla, per poi essere esteso anche alle altre frazioni. Nel frattempo forniremo ai cittadini altre compostiere e installeremo le case dell’acqua nelle frazioni, dopo aver approvato il primo progetto di fontanello pubblico a Roccastrada».
Novità sul Madonnino?
«La valorizzazione e il lancio dell’area industriale del Madonnino, che ha tutte le potenzialità per diventare un punto di riferimento dell’intero settore agroalimentare maremmano, è qualcosa che esula da Roccastrada e investe l’economia della città e della zona nord. Dobbiamo essere pronti a intercettare fondi comunitari, attraverso il Far Maremma. Siamo all’inizio della ripresa e Roccastrada, lo ripeto, si mette a disposizione del tessuto imprenditoriale».
Gestioni associate. Lei è molto ascoltato dai colleghi sindaci. In quale direzione si va?
«Per quanto riguarda le gestioni associate saremo coinvolti, nella riorganizzazione dei servizi e delle funzioni, con i Comuni di Cinigiano, Civitella-Paganico e Campagnatico. Mi faccia dire invece due parole sulla sanità. Ritengo che sia fondamentale non allontanare i servizi dal territorio, riconoscendo un ruolo forte alle zone-distretto e integrando i servizi socio-sanitari. Con la riforma, noi sindaci abbiamo l’opportunità di essere protagonisti, ma anche responsabili nelle scelte di governo della sanità. Ecco perché ritengo che nei prossimi mesi il dibattito non si debba incentrare sulla grandezza della zona distretto o sul numero delle zone distretto. Le questioni cruciali sono altre, a partire dallo strumento operativo e associativo di cui la zona-distretto si dota. Questo non può essere la mera convenzione tra Comuni e Asl, ma, piuttosto, la società della salute, dove società della salute Asl e Comuni, partendo dai bisogni di salute delle comunità locali, organizzano insieme i servizi sul territorio, e dove avviene la reale integrazione socio-sanitaria. In una società dove i bisogni di salute delle comunità sono determinati dalle malattie croniche e dall’invecchiamento, infatti, abbiamo bisogno di servizi forti sul territorio, capaci di sviluppare le cure primarie e di prendere in carico i pazienti. In quest’ottica, stiamo lavorando al rafforzamento del distretto di Roccastrada e alla realizzazione di un nuovo presidio sanitario a Ribolla».
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