Il Tirreno

Grosseto

UN AVVOCATO PER DOMARE UN CAVALLO

di EMILIO GUARIGLIA

di EMILIO GUARIGLIA Dunque il Pd (o meglio, i suoi vertici) lancerà nell’agone domestico il suo candidato ufficiale, l’avvocato Lorenzo Mascagni. Se tutto andrà come ormai sembra scritto, Mascagni...

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di EMILIO GUARIGLIA

Dunque il Pd (o meglio, i suoi vertici) lancerà nell’agone domestico il suo candidato ufficiale, l’avvocato Lorenzo Mascagni. Se tutto andrà come ormai sembra scritto, Mascagni alle primarie di marzo sfiderà – in nome e per conto del Pd – l’autocandidato dem Paolo Borghi e uno o più rappresentanti delle altre anime della coalizione: un nome del Psi, forse uno dalla galassia civica.

In queste ore il partito farà gli ultimi tentativi per dissuadere Borghi. Ma Borghi – che peraltro ha dalla sua oltre un terzo dell’Unione comunale – difficilmente cederà. Anche perché sarà arduo offrirgli motivazioni inoppugnabili (oltre antipatie personali e guerre interne) per la scelta politica compiuta con Mascagni. Quest’ultimo è senz’altro uomo e professionista di specchiata moralità e di alto profilo, ma non rappresenta certo quell’attrattiva per l’elettorato di sinistra che – fino a ieri – secondo i vertici del Pd era necessaria ma che Borghi non saprebbe garantire. Né Mascagni si porta in dote quel clamoroso patrimonio di notorietà pubblica che gli stessi vertici – alla luce del sondaggio di ottobre – sottolineavano mancare a Borghi. Insomma, è lampante che la scelta di candidare il pur ottimo avvocato non è soltanto il desiderio di mettere in pista il cavallo vincente ma anche di domare il cavallo imbizzarrito.

Il candidato migliore è quello che vince le primarie, ha ribadito il segretario regionale Parrini. Sacrosanto. Purché alle primarie tutti pensino a correre e non a far inciampare gli avversari.

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