Attenzione
Marini difende Bagnore L’opposizione se ne va
CINIGIANO. All’incontro di Monticello sulla centrale Monte Labro, non sono mancate polemiche e qualche contestazione. Motivo del contendere l’intervento del sindaco di Arcidosso Jacopo Marini che con...
CINIGIANO. All’incontro di Monticello sulla centrale Monte Labro, non sono mancate polemiche e qualche contestazione. Motivo del contendere l’intervento del sindaco di Arcidosso Jacopo Marini che con una buona dose di coraggio e esprimendo con coerenza la sua posizione in merito all’argomento geotermia, è intervenuto chiarendo la differenza fra il momento in cui si decise per la costruzione e l’ampliamento delle centrali geotermiche di Bagnore e Piancastagnaio e la situazione attuale. «Lo sviluppo della geotermia ad alta entalpia - ha ricordato Marini - è stato condiviso da tutte le istituzioni che all’epoca firmarono un protocollo in cui si dicevano della partita. Un progetto che ha fatto arrivare a 120 Mw la produzione di energia elettrica. Il protocollo che ne è seguito - dice - ha permesso di ottenere ricerche e studi, abbattitori di mercurio e idrogeno solforato e di togliere di mezzo la centrale inquinante di Piancastagnaio e di investire 800.000 euro per capire perché vi sono morti in eccesso in Amiata. Adesso la Regione non ha il supporto delle istituzioni e non può far finta di nulla. Capisco che la Regione voglia investire con la geotermia, ma i sindaci, anche io, questa volta dicono di no. Si vince se siamo uniti tutti insieme».
L’argomento geotermia con metodo flash non è piaciuto alla sala e alcuni avrebbero voluto intavolare una discussione proprio su questo. Ma gli organizzatori hanno blindato gli interventi sull’argomento all’ordine del giorno che era la media entalpia e il progetto Monte Labro.
Per questo motivo, Corrado Lazzeroni della minoranza di Arcidosso da sempre in prima linea contro le centrali di Bagnore e il metodo flash, che si era prenotato per parlare, si è polemicamente alzato e ha lasciato la sala, seguito anche dall’altra consigliera di minoranza Guendalina Amati, mentre non mancavano in sala alcune contestazioni, soprattutto quando Marini ha ricordato che la centrale di Bagnore è all’avanguardia.
Una situazione non nuova, che mostra una contraddizione di fondo nelle scelte politiche locali: se si dice con tanta intransigenza no a una geotermia ad emissioni zero, perché tollerare in silenzio le centrali a metodo flash? Con la convinzione di tutti i presenti, sintetizzata da Franco Vite, che l’Amiata è stata scelta dalla Regione come luogo della geotermia. Questo è il progetto Amiata che viene presentato dalla Regione: «E che nemmeno porta un posto di lavoro in più», si è commentato a gran voce. (f.b.)
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