Il Tirreno

Grosseto

I vertici del Pd hanno scelto Mascagni

di Gabriele Baldanzi
I vertici del Pd hanno scelto Mascagni

Entro domenica la decisione ufficiale sull’antagonista di Borghi. Consensi e contrasti dall’area laico-riformista

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GROSSETO. Entro domenica 17 gennaio il Partito democratico di Grosseto deve trovare la quadra su Lorenzo Mascagni. È la data ultima per chiudere. Ancora una settimana di riunioni, incontri, passaggi negli organismi di partito (giovedì alle 18 è fissata l’assemblea comunale decisiva), poi quella fetta di Pd che non vuole veder candidato a giugno 2016 l’attuale vicesindaco Paolo Borghi lancerà ufficialmente l’avvocato rotale, per anni membro, con incarichi dirigenziali, dell’Azione Cattolica.

Ormai è questione di dettagli. Si starebbe portando su Mascagni – ma qui le versioni sono contrastanti – anche l’area laico-riformista che fa capo a Luca Sani e a Grosseto conta dirigenti e sostenitori importanti, sia dentro il partito (come il presidente dell’Arci Christian Sensi o l’ex presidente delle Farmacie comunali Fabio Favali), sia fuori (il battitore libero Massimiliano Frascino, l’amministratore unico di Sistema Gabriele Fusini). A seguire, ed è un’altra tappa delicata, è previsto un ulteriore coinvolgimento degli alleati: Psi, partiti di centro e civiche.

A Grosseto ci saranno le primarie di coalizione il 6 marzo e Borghi – lo ha stabilito il segretario regionale Dario Parrini – andrà battuto sul campo. Non eliminato a tavolino, come fino all’ultimo hanno sperato e chiesto i segretari, quello comunale e quello provinciale.

Ieri, intanto, il vicesindaco ha inviato in via Svizzera, in Federazione, le firme raccolte durante le vacanze di Natale e presentate alla sezione Boschi a fine anno. In serata lo stesso Borghi, poco prima del consigliere Stefania Laurenti, si è dovuto presentare davanti ai garanti per spiegare alcuni comportamenti. I provvedimenti si conosceranno giovedì. Poi è andato a cena, alla Parolaccia, con una cinquantina di dipendenti del Comune, settore Tributi.

Eppure c’è qualcuno che ancora spera in un ravvedimento, in un passo indietro. Ipotesi remotissima. All’interno del Pd, per il consigliere comunale Mascagni, stanno lavorando i vertici e il consigliere regionale Leonardo Marras, ma anche iscritti e dirigenti provenienti dal mondo cattolico come Cecilia Buggiani, Franco Crovetti, Luca Furzi.

Tra i primi a caldeggiare con forza questa candidatura il vicesegretario provinciale Roberto Fenili e l’ex segretario della Uil Walter Lunardi. E si racconta che anche il primo cittadino Emilio Bonifazi, nonostante non lo abbia mai chiamato in giunta e ci tenga a restare super partes, spenda in questa fase parole importanti per Mascagni.

Di certo c’è che Lorenzo Mascagni, campione di ping pong in gioventù, non appartiene a correnti, non risponde a lobby o logiche di parte. A caratterizzarne l’operato integrità morale, coerenza, profilo culturale elevato. Chi segue i consigli comunali del capoluogo ricorderà, a inizio consiliatura, il passaggio sull’istituzione del registro delle unioni civili. In consiglio comunale, nelle file del Pd, ci furono uscite strategiche dall’aula, imbarazzi e infine la decisione di far votare secondo coscienza. Mascagni fece un intervento sottile, non ideologico, applaudito anche dalle minoranze. Da un passaggio potenzialmente difficoltoso ne uscì da vincitore.

Ma in questi giorni ci sono anche altre spine per il Pd. Sembra infatti che la segreteria Simiani abbia individuato il prossimo presidente della società Edilizia Provinciale Grossetana, l’uomo che dovrà sostituire Sergio Stefanelli, chiamato a ricoprire l’incarico di assessore e vicesindaco del Comune di Scarlino. Il nome del geometra Andrea Bartalucci (gradito ai renziani), però, non sta bene a tutti. C’è chi vorrebbe che questo passaggio politico (e altre imminenti staffette) si legassero alla scelta del candidato unitario.

Nella zona nord, infine, è stato aggiudicato, venerdì scorso, il ruolo di nuovo presidente del geoparco nazionale delle Colline Metallifere. Non è toccato a Follonica. Il Ministero dell’Ambiente ha firmato infatti il decreto di nomina per l’ex sindaco di Massa Marittima Lidia Bai, che guiderà il nuovo comitato di gestione fino all’approvazione dello statuto, attualmente al vaglio del Ministero dell’Economia dopo il passaggio in Consiglio di Stato.

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