Il dolore
Ambiente, La Duna boccia Follonica
Pochi progetti e poca cura del verde pubblico: si salvano l’accordo sulla pesca e il no all’inceneritore
FOLLONICA. Quattro sufficienze su 17 questioni ambientali: il Comune di Follonica bocciato dall’associazione La Duna.
Come ogni inizio anno il gruppo ambientalista dà i voti all’amministrazione comunale sulle azioni messe in campo negli ultimi dodici mesi per la tutela del territorio. «Anche quest’anno viene fuori un quadro reale, con luci (non molte) e ombre sul quale sarà necessario agire perché le prime prendano il sopravvento sulle seconde», dicono dalla Duna. Diciassette argomenti affrontati e solo 4 voti positivi.
Si inizia da uno zero per l’acqua, che ancora, nonostante il referendum e la petizione del 2012, non è pubblica e non c’è stato l’abbattimento delle tariffe e neppure sono state installate le Case dell’acqua. «La falda acquifera contaminata dall’arsenico e da altri inquinanti resta tale, se non è peggiorata, come testimoniano le rilevazioni fatte dagli enti preposti e le bonifiche si annunciano ma non si fanno e, se si faranno, saranno a carico del contribuente e non di chi ha inquinato», dicono dalla Duna.
Un cinque e mezzo invece per il piano energetico, un voto di incoraggiamento perché sono stati fatti alcuni passi avanti nell’efficientamento e risparmio per le nuove abitazioni e per le ristrutturazioni. Sei e mezzo per l’autostrada, grazie alla mozione approvata all’unanimità dal consiglio nella quale ci si oppone al progetto. Piste ciclabili, cinque: continuano i ritardi e nulla è stato fatto; un secco quattro e mezzo per le fognature e gli allagamenti, non ci sono stati interventi strutturali per risolvere i disagi.
Sufficienza per le spiagge, perché i lavori contro l’erosione stanno andando avanti, mentre un 4 è stato dato per la salvaguardia della duna, specialmente per quella della spiaggia del Tony’s, dove il problema rimane, oramai da tempo, irrisolto.
Sufficienza invece per quanto riguarda la pesca, grazie all’accordo tra Comune e pescatori per evitare attività illecite e per la salvaguardia del patrimonio ittico. Un 7 per l’impegno nella lotta contro l’inceneritore, anche se poi le decisioni della Regione hanno annullato gli sforzi dell’amministrazione, ma resta un voto non sufficiente per il mancato aumento del monitoraggio sia sull’impianto che sulla salute dei cittadini. Raccolta differenziata idem, un cinque: nonostante gli annunci l’estensione del porta a porta è stata fatta solo in un’area del centro ma c’è ancora molto da fare. Non classificato il tema del latte alla spina, mentre un cinque e mezzo viene assegnato al decoro cittadino e 5 alla gestione del verde pubblico, settore in cui qualche intervento è stato fatto ma per la Duna ancora non c'è stato un cambio di indirizzo significativo. Quattro per la gestione delle zone della campagna, in primis per la situazione non decorosa dell’area del vecchio canile. Anche per la pineta l’amministrazione prende un’insufficienza, nulla è stato fatto per tamponare la morìa dei pini di ponente, e viene giudicato inqualificabile il degrado delle strutture del Sestante e del minigolf. La situazione di Montioni invece è per il gruppo inclassificabile a causa della cancellazione degli enti che gestivano il parco. «Se si conferisce un non classificabile al parco come istituzione – spiegano - non esitiamo a dare un quattro al mantenimento e alla pulizia dello stesso: piccole discariche di rifiuti di vario tipo si trovano un poco dappertutto». Cinque anche per il Parco Centrale, non c’è stata l’inaugurazione e l’area sembra una gettata di cemento e non una zona verde come era nel progetto iniziale. Una novità positiva c’è: la creazione del Forum ambientale e un'assessore (Mirjam Giorgieri) che prende seriamente la sua delega, così dicono dalla Duna. (p.v.)
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