Il Tirreno

Grosseto

Pesca illegale: maximulte e sequestri

Pesca illegale: maximulte e sequestri

Durante le feste di Natale controlli intensificati. Sanzioni per 42.000 euro, 140 chili di pesce tolti dal commercio

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Centodieci controlli ai punti di sbarco e in mare per un totale di 32.000 euro di sanzioni comminate a 7 pescherecci e 4 attrezzi da pesca confiscati, 91 controlli a terra per un totale di 10.000 euro di sanzioni contestate nelle diverse fasi di commercializzazione del prodotto.

Si è conclusa ieri l’operazione “Tallone d’Achille” che ha tenuto impegnati per tutto il periodo delle feste di Natale gli uomini della capitaneria di Porto Santo Stefano.

Per tutto l’anno, gli uomini della guardia costiera hanno tenuto d’occhio pescherecci e altre attività per contrastare il fenomeno della pesca illegale lungo la costa grossetana. Attraverso un’intensa attività di monitoraggio messa in campo soprattutto di notte infatti, sotto il coordinamento del Centro di controllo attività di pesca della Direzione Marittima di Livorno, incrociando i dati dei dispositivi di localizzazione satellitare fatti installare a bordo dei pescherecci (Blue box e apparati Ais oggi ormai indispensabili per un efficace controllo dello strascico sottocosta) è stato possibile incastrare i pescatori indisciplinati che in barba alle norme per la tutela della fauna e flora ittica e in generale di tutto l’ecosistema marino esercitavano la pesca in luoghi e con attrezzi vietati.

Durante i controlli la guardia costiera ha verificato la corretta applicazione delle norme sulle distanze minime dalla costa, sulla tipologia di attrezzi utilizzati a bordo, sull’etichettatura, sulla tracciabilità/rintracciabilità dei prodotti ittici a seguito dei nuovi regolamenti comunitari e sullo stato di conservazione del pesce prima di giungere sulle tavole del consumatore finale, con particolare riguardo a quei comportamenti illeciti configurabili come “frode in commercio”. In totale sono stati sequestrati circa 140 chili di prodotto ittico. Questi in sintesi i risultati delle operazioni che hanno impegnato gli equipaggi delle motovedette dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Santo Stefano e le pattuglie a terra passando al setaccio le acque dell’Argentario fino a Cala violina e gli esercizi commerciali nel territorio della provincia di Grosseto. «È un risultato assolutamente positivo - dice il tenente di vascello Tullio Arcangeli, comandante della guardia costiera di porto Santo Stefano - perché a seguito dei diversi incontri che abbiamo fatto con il comparto pesca c’è stata una sostanziale conferma della consapevolezza di una parte degli operatori del settore sull’importanza del rispetto delle norme a tutela dell’ecosistema marino mentre importante è stato il segnale di contrasto nei confronti di chi, ancora, è retinente e pensa furbescamente di poter eludere i controlli nonostante gli ausili tecnologici che oggi aiutano senz’altro più efficacemente le attività di vigilanza per il rispetto della legalità in mare».

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