Il Tirreno

Grosseto

«Sicurezza in prima linea per il bene dei cittadini»

«Sicurezza in prima linea per il bene dei cittadini»

Fabio Bonazia (responsabile del Pd) sollecita e tiene caldo il dibattito pubblico «Al nostro partito spetta la responsabilità di elaborare una proposta concreta»

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GROSSETO. Il Pd di Grosseto torna sul tema della sicurezza dei cittadini.

Lo fa con l’architetto Fabio Bonazia, ala destra del partito e delegato alla sicurezza della segreteria provinciale.

«La provincia di Grosseto – spiega - ha visto negli ultimi anni e, ancor più negli ultimi mesi, crescere la richiesta di sicurezza da parte dei cittadini. Se da una parte è vero che Grosseto e la Maremma rappresentano un’isola felice all’interno della Toscana (penultimo posto nelle statistiche per tasso criminalità) e dell’Italia, è altrettanto vero che questo non può e non deve essere un elemento di consolazione per nessuno. Non lo è per il cittadino e non può esserlo per le istituzioni, dal momento che il metro di paragone per chi quotidianamente vive il disagio dell’insicurezza è ben altro: è la libertà che si respirava, non più di un decennio fa, di lasciare le chiavi nella porta di casa. E io credo che non si debba accettare una condizione di insicurezza del presente come frutto dei tempi che cambiano». «Il Pd –sono ancora parole di Bonazia - è forza di governo a tutti i livelli e ha la responsabilità di elaborare una proposta politica concreta ed efficace, che rifugga soluzioni populiste e parziali. Si fa certo sicurezza quando si reprimono i reati, quando chi ha infranto la legge viene punito, ma dobbiamo avere l’ambizione di formulare una proposta ben più ampia e incisiva. Affrontare il problema della sicurezza significa dover lavorare su vari fronti: quello, ampio, della prevenzione per ridurre l’ingenerarsi di fenomeni criminosi, quello della punibilità dei reati e della certezza della pena, quello dell’impiego di strumenti per ridurre la percezione soggettiva di insicurezza».

Ma quando si fa sicurezza? «Si fa quando riqualifichiamo un’area urbana degradata, quando costruiamo un parco, un palazzetto dello sport, quando destiniamo fondi a una scuola di musica o a un teatro. Quando si creano i posti di lavoro e si abbatte la povertà. Si fa in ogni famiglia, ogni giorno, quando si educano i figli al valore della legalità; quando si recuperano i rapporti di vicinato e le interazioni sociali. Credo che il Pd sempre di più debba attuare politiche della sicurezza, che vadano nella direzione dell’inclusione sociale e non dell’esclusione, rifuggendo da soluzioni troppo semplici a problemi complessi. Solidarietà e accoglienza devono andare di pari passo con la legalità. Il presidio del territorio deve essere garantito da forze specificatamente addestrate e attrezzate per quella funzione. Impiegare nella gestione della sicurezza urbana corpi e forze vocati ad altre finalità con mezzi non idonei non può essere una soluzione duratura e strutturale. Anche ragionare di presidio del territorio in termini quantitativi non è sufficiente. Si possono quadruplicare i mezzi e gli uomini ma se non li coordiniamo e supportiamo con adeguati poteri, mezzi e tecnologie si disperdono energie preziose». Bonazia auspica un ulteriore sforzo riformista dal Governo Renzi «per un’imprescindibile riforma del sistema giudiziario. E a partire da Grosseto, il Pd deve candidarsi a guida e attore principale di questi fenomeni sul piano politico, sociale, morale ed istituzionale». (g.b.)

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