Gioco
Nello, il fotografo che cattura il fascino della Laguna
Si alza la mattina all'alba per appostarsi sulla riva, o dientro ad una pianta, o in un anfratto. Ecco i segreti di un artista dello scatto con cui racconta la natura della sua Orbetello
ORBETELLO. Appiattirsi su un giaciglio di vegetazione, a pochi centimetri dal fango, per cogliere listante della foto. A Nello Alberti di stare così, immobile, aspettando il momento giusto per immortalare con la sua macchina fotografica un uccello che amoreggia, che cattura la preda e la divora o se la contende con un altro volatile, accade spesso.
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Nello Alberti, o Nello Ollen (Nello scritto al contrario) è un orbetellano con una grande passione per la fotografia. Una passione che lo porta ad alzarsi presto anche nelle fredde mattine d’inverno per andare in cerca dello scatto giusto. «Per molti scatti bisogna appostarsi come cacciatori che aspettano la preda. Quelli che come me hanno la passione della fotografia concludono la loro attesa con un clic, il cacciatore con uno sparo».
Nello si definisce un cacciatore di attimi. «In molte occasioni una bella foto è una questione di essere al posto giusto al momento giusto – spiega – magari si sta camminando lungo la laguna e si coglie al volo l’istante inaspettato».
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Alberti ama il suo paese che ogni giorno gli offre nuovi spunti e nuovi stimoli per foto sempre diverse. Lui è un fotografo per passione. «Sono nato a Orbetello, ho sessantaquattro anni e la mia passione per la fotografia ha avuto alti e bassi. A farla tornare in maniera esplosiva è stata mia figlia».
Come si legge nel suo forum, la prima macchina fotografica l’ebbe fra le mani nel 1962, quando fu costretto a mesi di immobilità a causa di una ustione a una gamba. A ventuno anni fece una follia investendo tutti i suoi risparmi in un armamentario di tutto rispetto: una Hasselblad più due corpi Nikon di cui una col Photomic, a corredo vari obiettivi a ottica fissa. Per i non addetti ai lavori solo dei nomi, per lui, strumenti dell’anima.
Alberti non ha fatto scuole di fotografia. Quello che sa lo ha imparato sul campo mettendo in piedi anche un piccolo laboratorio di sviluppo e stampa a colori. «Era diventato quasi un lavoro – racconta – e non mi divertivo più. Lasciai perdere tutto fino a quando mia figlia Marta mi ha risvegliato dal torpore».
L'orbetellano, ex tecnico della Telecom, si dedica alla fotografia naturalistica. I suoi scatti fermano istanti unici e irripetibile di un paesaggio spettacolare, come quello di Orbetello, della laguna e dell’oasi di Burano. «A volte fotografare anche un uccellino sconosciuto è una sfida».
Le sue foto spesso vengono condivise anche dal sindaco di Orbetello, Monica Paffetti. Alberti ha fotografato non solo i fenicotteri rosa ma “uccelli a banchetto dietro la draga che lavora in laguna”, “una passera in volo”, “il volo radente di una garzetta”, “il passaggio delle gru”, morette tabaccate a Burano, folaghe e tantissimi altri esemplari colorati.
Per Nello fotografare è un’arte, un legame ricucito con la natura. «Non mi immagino in un bar a parlare di politica o a giocare a carte – conclude – per me fare una fotografia, con tutto ciò che vi è legato, è un modo per conoscere ancora di più la natura, i comportamenti di certi uccelli».
Nello Alberti ama fare bene le cose che gli piacciono. È un perfezionista. Tutto però solo per passione. Viaggia e fotografa, esce di casa e immortala il posto più bello del mondo: quello in cui è nato e vive.
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