Il Tirreno

Grosseto

Morte dei sub, processo fermo C’è un ricorso per Cassazione

di Pierluigi Sposato

La Procura chiede di procedere anche contro l’amministratrice del diving, esclusa in udienza preliminare Le parti si rivedranno in Tribunale il 5 marzo. In dibattimento dovranno essere ascoltati 72 testimoni

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GROSSETO. C’erano alcuni dei familiari delle vittime, insieme ai loro avvocati, Alessandro Ciglioni, Giuseppe Innamorati (anche per Corrado De Fazio), Francesco Pletto, Giovanni Spina e Christian Severini. C’era uno dei due imputati, Andrea Montrone, con il suo difensore Riccardo Lottini, mentre il coimputato Maurizio Agnaletti, assente, era rappresentato dall’avvocato Massimiliano Arcioni e la società Underwater Activity Service (che deve rispondere dell’illecito amministrativo) era presente con l’avvocato Romano Lombardi.

Ma non è partito il processo per omicidio colposo, quello per la morte accidentale dei tre sub umbri, Fabio Giaimo, 57 anni, Gianluca Trevani, 35 anni, ed Enrico Cioli, 37 anni, e per le lesioni riportate da altri due (Marco Barbacci e Maurizio Ciocca), tutti avvelenati in misure differenti dal monossido di carbonio entrato nelle 33 bombole utilizzate dal diving per le immersioni di quel giorno, il 10 agosto 2014.

Non è partito perché il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio ha fatto presente che il 26 febbraio davanti alla Corte di Cassazione sarà discusso il ricorso della Procura contro il non luogo a procedere nei confronti di Daniela Lucciola, amministratore della società Underwater (e compagna di Montrone), una sentenza risalente al 24 luglio scorso quando, all’udienza preliminare, le strade si separarono per decisione del giudice Marco Bilisari. L’allora pm Stefano Pizza aveva sostenuto che Lucciola ricopriva comunque una posizione di garanzia formale, anche se di fatto l’amministratore era Montrone, e per questo motivo aveva chiesto alla Suprema corte di rivedere quella decisione. Inutile, ha sottolineato in aula il pm attuale, procedere da oggi con un’istruttoria che potrebbe poi dover essere duplicata (tra l’altro, Lucciola era stata iscritta in un secondo momento nel registro degli indagati e quindi si porrebbe il problema della veste in cui dovrebbero essere sentiti i consulenti) e per questo motivo ha chiesto un rinvio. Gli avvocati di parte civile hanno acconsentito purché le difese avessero dato l’assenso alla sospensione dei termini di prescrizione. Assenso che è arrivato immediatamente. Il giudice Giovanni Muscogiuri ha consultato il calendario e ha fissato al 5 marzo, ancora un sabato, la nuova prima udienza. Da quella data sarà poi stabilito il calendario delle udienze successive.

Il processo prevede liste testimoniali per un complesso di 72 persone. Saranno sentiti diversi consulenti tecnici. Si preannuncia un dibattimento lungo, oltre che delicato, come lunghe e delicate erano state le operazioni che negli ultimi mesi del 2014 avevano preceduto la chiusura delle indagini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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