Il Tirreno

Grosseto

M5s ha già fatto la squadra

di Enrico Pizzi

Ecco i trentadue candidati al consiglio. Gori: «Portavoce del cambiamento»

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GROSSETO. «Non siamo qui per fare passerella, siamo qui per prendere in mano la città, renderla più sicura, più bella e più solidale, un luogo che crea opportunità».

Esordisce così, Giacomo Gori, capogruppo del Movimento 5 Stelle di Grosseto e candidato sindaco per il Comune capoluogo. Siede, per l'occasione, sulla poltrona del sindaco, in sala consiliare. «Non siamo scaramantici» dice davanti a una sala affollata da attivisti e simpatizzanti del movimento accorsi a vedere i 32 candidati al consiglio comunale che si presentavano per la prima volta e che hanno firmato, pubblicamente, un patto che li vincola, in caso di elezione, a rispettare il codice del portavoce ideale, una figura partorita proprio dal M5s di Grosseto.

A tenere a battesimo la lista sono intervenuti i consiglieri regionali Gabriele Bianchi e Andrea Quartini, la parlamentare Federica Daga, che ha sottolineato come il movimento, a Grosseto, sia particolarmente avanti. «Spero che questa città divenga un posto in cui i diritti vengano rispettati, una città più solidale. Noi siamo il braccio armato d’amore per la cittadinanza. Questa città cambierà colore e diverrà davvero solare».

Portavoce del cambiamento. «Grosseto – dice Gori – può essere la vera capitale della Maremma, così come le sue frazioni possono essere tenute con maggiore decoro, perché non vediamo cittadini di serie A e di serie B. Ci rivolgiamo a chi è stufo delle chiacchiere, a chi non ama le minestre riscaldate. I grossetani saranno il cambiamento e noi saremo i loro portavoce. Il cambiamento risiede nella società civile».

La griglia multicriteri. Ogni membro della lista è stato scelto tramite una griglia multicriteri che è stata predisposta dagli attivisti. Si valutavano la fedina penale, che deve essere pulita, la non iscrizione ad altri partiti politici, l’impegno sociale, il titolo di studio, la conoscenza del territorio, l’attivismo e la motivazione a essere candidati. Un percorso che il movimento definisce trasparente e che è durato quattro mesi e che ha portato a selezionare 32 candidati di cui una ventina scelti tra gli attivisti del movimento e 12 selezionati attraverso le autocandidature.

Programma partecipato. «Non è nostro stile farcire la campagna elettorale di promesse – dice Gori – ma qualche rassicurazione possiamo darla, a partire dal fatto che ascolteremo tutti. Stavolta i cittadini non troveranno davanti a loro la solita minestra, un’alternativa credibile di governo c’è e si chiama Movimento 5 Stelle. Noi abbiamo già deciso con chi stare, da tempo. Stiamo dalla parte della gente perché noi siamo la gente, i cittadini. Tanto che il nostro programma sta nascendo direttamente dai cittadini con l’iniziativa “lo scrivo io”».

Ora gli assessori. «Oggi per noi – spiega Gori – si chiude una fase e se ne apre subito un’altra. Presentiamo la lista dei 32 candidati al consiglio. Da domani si apre il percorso per le autocandidature dei futuri assessori. Vogliamo professionisti, esperti, persone altamente specializzate. Basta con la politica degli amici degli amici. Vogliamo che le istituzioni tornino alle loro origini, a una netta distinzione tra la finzione di indirizzo politico del consiglio comunale e gli assessori, la giunta, parte nettamente tecnica, che esegue al meglio ciò che il consiglio decide». Le autocandidature per gli assessori non saranno limitate ai soli residenti nel Comune di Grosseto.

Patto da 20.000 euro. «Come movimento – dice Gori – crediamo nelle persone, il meglio sta nella società, per questo firmiamo un accordo, di un patto di fedeltà con la cittadinanza». E così, uno per uno, tutti i candidato al consiglio comunale hanno messo la loro firma impegnandosi a rispettare le regole del portavoce ideale, pena il pagamento di 20.000 euro all’associazione Boulè nel caso in cui, non avendo rispettato tali regole, il consigliere decida di non dimettersi dalla carica.

La certificazione. La lista, per essere formalmente presentata, dovrà raccogliere le firme, ma dovrà anche avere la certificazione di Beppe Grillo, cioè dovrà ottenere l’autorizzazione all’uso del simbolo che è di proprietà di Grillo. Gori precisa, infatti, che «di norma la certificazione arriva molto più a ridosso dell’inizio della campagna elettorale, in ogni caso – dice – in quanto capogruppo del Movimento 5 Stelle, sono autorizzato a utilizzare il simbolo»

L’altro meetup. La lista è stata selezionata attraverso il sistema delle autocandidature. L’altro Meetup, nato da una scissione avvenuta nei mesi scorsi, con l’espulsione di Matteo della Negra, non ha nulla a che vedere con questa lista anche se, a sentire Gori, nessuno avrebbe impedito a eventuali esponenti dell’altro Meetup di presentare la propria autocandidatura, da vagliare insieme alle altre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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