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Geotermia, il giorno del no

Geotermia, il giorno del no

Oggi a Monticello l’incontro pubblico contro la centrale

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MONTICELLO AMIATA. C’è grande attesa per l’incontro sull’ipotesi di una centrale geotermica a Monte Labro, che si tiene oggi a Monticello Amiata alle 17 al teatrino del centro storico. L’ultimo nodo del contendere è la decisione della Regione di non richiedere la Via per la perforazione che potrebbe essere l’avvio dei lavori per costruire una centrale geotermica a media entalpia vicino a Monticello Amiata.

Agorà cittadinanza attiva che organizza l’incontro, ha invitato sindaci ed esponenti politici, come il capogruppo Pd in Regione ed ex presidente provinciale, Leonardo Marras. Lui però non sarà presente.

Garantiscono invece la presenza Castel del Piano con gli assessori Franco Giannetti e Stefania Colombini, Arcidosso con l’assessore Roberta Pomoni e forse il sindaco Jacopo Marini, Seggiano (il sindaco Gianpiero Secco fa sapere che farà di tutto per esserci) e Cinigiano col sindaco Romina Sani in prima linea contro l’ipotesi della centrale.

Varie le prese di posizione di associazioni e cittadini, tutti contrari all’idea di avere in casa una centrale seppure a media entalpia. L’associazione Genomamiata e il proprietario del terreno destinato alla centrale, Alberto Aluigi, hanno scritto al presidente Enrico Rossi. «Quel campo non lo cederò mai a nessuna società che intenda farne una zona industriale», scrive Aluigi.

Torna alla carica anche la rete Nogesi. «Dopo l’esplosione della vicenda Amiata, la geotermia in Italia non ha più consenso sociale nei territori», dice. «Le “nuove” norme sulla geotermia sono inconsistenti, si decide senza bussola secondo le convenienze politiche. Il territorio è di chi lo vive». Inoltre mette il dito sulla contraddittorietà delle decisioni regionali. «La giunta boccia la geotermia a Seggiano e gli uffici regionali, in un territorio di analoghe caratteristiche, promuovono le trivellazioni a Monte Labro senza la usuale procedura di Via. La Regione il giorno dopo corre ai ripari facendo capire che la giunta potrebbe bocciare la decisione». Infine la Rete antigeotermia invoca linee guida che tutelino i territori coinvolgendo amministrazioni e popolazioni locali e si dice pronta a «sostenere e sviluppare le lotte delle popolazioni e degli amministratori». (f.b.)

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