Sicurezza
Stazione, bivacchi nella sala d’aspetto
Fumano, mangiano e passano le giornate dentro il locale: presentato un esposto alla Prefettura per chiedere controlli
FOLLONICA. Ancora proteste per i bivacchi alla stazione ferroviaria, i follonichesi non si sentono sicuri e chiedono l’intervento delle forze dell'ordine.
La sala d’attesa della fermata dei treni di piazza Don Minzoni viene utilizzata come punto di ritrovo e chi deve fare il biglietto si trova spesso in difficoltà per la paura di essere derubato o infastidito da coloro che in quella stanza ci trascorrono giornate intere. A raccontarlo sono alcuni follonichesi che frequentano la stazione per lavoro o per accompagnare i loro figli al treno che li porta a Grosseto, dove frequentano la scuola.
«Vergognoso – racconta così una residente del golfo un episodio capitatole il giorno dell’Epifania - Ore 17 stazione di Follonica, entro per fare l’abbonamento con la macchinetta automatica, dentro ci sono tre donne che fumano, bevono e mangiano: veramente una bella vista. E poi fidati, minimo bisogna andarci in due o tre perché mentre fai il biglietto ti girano intorno».
E a quanto spiegano alcuni residenti anche gli studenti che frequentano la stazione per andare a scuola sono preoccupati per la situazione dei bivacchi. Molti ragazzini raccontano ai loro genitori di non sentirsi al sicuro mentre aspettano il treno proprio a causa della presenza di persone a loro giudizio poco raccomandabili. «Stanno tutto il giorno lì – ribatte una mamma - mia figlia ha paura quando esce da scuola e aspetta il treno per venire a casa: ha detto che gli girano intorno facendo apprezzamenti, io ho parlato con la polizia ferroviaria di Venturina mi hanno risposto che Follonica non ha più agenti e loro non possono intervenire». Una situazione che va avanti da molto tempo e che già il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Agostino Ottaviani, insieme alla lista civica Onda, aveva segnalato, non solo al Comune ma anche al prefetto di Grosseto attraverso un esposto nel quale si chiedeva un intervento immediato. «Circa un mese fa è stata inoltrata una lettera firmata dal sottoscritto e movimento Onda al prefetto facendo presente queste problematiche e chiedendo un suo interessamento – racconta Ottaviani - ma non ci ha ancora risposto». I cittadini chiedono quindi l’interessamento sia del Comune che delle forze dell’ordine locali, affinché la situazione torni alla normalità e soprattutto si possa andare alla stazione ferroviaria senza temere il peggio: qualcuno parla anche di telecamere come deterrente per i malintenzionati, anche se altri ribattono che servirebbero a poco e magari già sono presenti all’interno dei locali delle Ferrovie dello Stato. Altri tornano a sottolineare la necessità di organizzarsi da soli attraverso delle ronde di cittadini per controllare e segnalare eventuali problemi, altri chiedono l’intervento dell’esercito. Sicuramente l’area avrebbe bisogno anche di una riqualificazione: il degrado e lo sporco sono ben visibili, specie nel sottopasso che conduce da piazza Don Minzoni alla 167 Ovest. Ma questo è un altro problema, adesso l’interesse è la sicurezza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
