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portualità, turismo e agricoltura

La sfida della presidenza Chi porta in dote cosa

La sfida della presidenza Chi porta in dote cosa

GROSSETO. Siamo franchi: è “data” dai bookmaker 30 a 70 l’eventualità che vada a Grosseto la presidenza della super Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno. Riccardo Breda, nominato alla...

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GROSSETO. Siamo franchi: è “data” dai bookmaker 30 a 70 l’eventualità che vada a Grosseto la presidenza della super Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno. Riccardo Breda, nominato alla guida dell’ente grossetano da cinque mesi, ha meno possibilità di Sergio Costalli – suo parigrado labronico, o meglio, è originario di Rosignano – di occupare la poltrona della super presidenza. «Lo dicono i numeri e i valori dei numeri della fusione» osserva serenamente il presidente di Confagricoltura Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

I settori clou. Portualità e spedizioni peserebbero di più – nell’economia dell’operazione – di agricoltura e turismo: del resto la Maremma non ha firmato nessun patto con il Governo Renzi come invece è accaduto a Livorno-Piombino. È chiaro che qualche “misurazione” è già stata fatta. Tant’è che la Camera di Commercio di Livorno nella prima uscita 2016 della sua newsletter (un periodico di informazione economica e statistica del Centro Studi e Ricerche dell’ente) ha fornito quadro, andamento e dinamica delle imprese non solo della provincia di Livorno ma anche di quella di Grosseto. I due territori, almeno a livello di “mappa” e mappatura, sono già stati uniti e la Cdc di Grosseto ha collaborato al report fornendo i dati di propria competenza. Vediamo dunque le due economie a confronto.

I Due identikit. C’è da dire che la Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno sarà la circoscrizione territoriale più grande della Toscana e rappresenterà oltre 76.000 imprese su un territorio da 5.716 kmq, e 48 Comuni. Vediamo i punti di forza dell’economia di questa semi-regione nella Regione. Livorno porta in dote il sistema portuale con gli scali della città labronica, Piombino, Portoferraio, Campo nell’Elba; la Maremma ci aggiunge Porto Santo Stefano. Poi c’è l’economia del mare tout court per cui Grosseto ci mette i posti barca e Livorno la produzione cantieristica: e qui sì che il patto è promettente. Sul fronte del turismo Grosseto e Livorno per mano rappresentano più di mezzo litorale toscano: noi ci mettiamo sia i grandi numeri del turismo familiare di Marina di Grosseto e Principina che il peso del turismo d’élite dell’Argentario, ma anche Livorno fa la sua parte. E poi c’è la grande peculiarità della Maremma: e cioè l’agricoltura con tutte le sue produzioni di qualità. E su questo i labronici dovranno lasciarci “comandare” con (almeno) una rappresentanza di spessore nella Giunta camerale.

Giovanna Mezzana

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