Il Tirreno

Grosseto

PARTITO DEMOCRATICO

La parola a Firenze È il gran giorno della resa dei conti

di Gabriele Baldanzi
La parola a Firenze È il gran giorno della resa dei conti

GROSSETO. In queste ore, a Firenze, si apre la settimana di fuoco del Partito democratico grossetano. Alle 14 è convocata la segreteria regionale, un tavolo al quale non siederanno rappresentanti...

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GROSSETO. In queste ore, a Firenze, si apre la settimana di fuoco del Partito democratico grossetano. Alle 14 è convocata la segreteria regionale, un tavolo al quale non siederanno rappresentanti locali del Pd. L’unica ad averne titolo – Valentina Culicchi – è infatti impossibilitata a partecipare per motivi di lavoro. Subito dopo, alle 16, riunione della direzione regionale, molto più numerosa. Qui gli aventi diritto di parola e voto sono 11: l’onorevole Luca Sani, il capogruppo in consiglio regionale Leonardo Marras, il vicesindaco di Grosseto Paolo Borghi, Valentina Culicchi, Massimo Alessandri, Marco Simiani, Cecilia Buggiani, Lauretta Bianchi, Alessandro Ragusa, Maria Elisabetta Sabatini e Catiuscia Scoccati. È decaduta, invece, la civatiana Ambra Cortesi (non più iscritta).

A Firenze salirà già dal mattino – per incontrare Dario Parrini – anche il segretario comunale Saimo Biliotti, insieme a quello provinciale Marco Simiani. Insomma una giornata campale, il big bang di un effetto domino che avrà riverberi sulle scelte inerenti candidature e primarie. Grosseto è l’unica città capoluogo di provincia ad andare alle urne e, dopo le sconfitte del centrosinistra a Livorno e ad Arezzo, la paura di un tris in Toscana è forte e mette a repentaglio anche la guida del partito.

C’è un clima di grande prudenza. Dario Parrini preferisce non commentare, non parlare delle amministrative 2016. All’ordine del giorno dei due incontri in programma oggi la situazione politica nazionale e locale, ma soprattutto un’analisi approfondita dei comuni che a giugno andranno al voto. C’è da stabilire alcune regoline, i principi generali che caratterizzeranno il “nuovo” regolamento per eventuali primarie interne (ma a Grosseto è più probabile una conta nell’assemblea comunale) e fisseranno il percorso per arrivare a quelle di coalizione. Saranno poi i livelli nazionali, il 16 gennaio, a mettere nero su bianco le indicazioni provenienti dai territori. Insomma, tra una settimana - dieci giorni) il quadro sarà chiarito. Nel frattempo l’avvocato Lorenzo Mascagni oggi verrà presentato come la soluzione (quasi) unitaria, cioè unitaria tra tutti coloro che preferiscono un nome alternativo a Paolo Borghi.

Ma è davvero così? Per esempio l’area laico-riformista (che fa capo a Luca Sani), in un’eventuale conta, sosterrà il cattolicissimo Mascagni? Qualcuno, alla fine, sarà costretto a indietreggiare. Se l’escluso dovesse essere Borghi l’improbo compito di convincerlo a fare retromarcia spetterà allo stesso Parrini. D’altra parte è difficile che il Pd giochi le primarie con due punte che finirebbero per pestarsi i piedi. Scegliere sarà doloroso.

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