Il Tirreno

Grosseto

Il Comune vende al Fiora, ok alla sede

di Elisabetta Giorgi
Il Comune vende al Fiora, ok alla sede

Il bilancio delle dismissioni 2015: due bandi quasi deserti, ma va in porto la cessione dell’area di piazza Marconi

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GROSSETO. Luci e ombre del patrimonio immobiliare che nel 2015 il Comune di Grosseto puntava ad alienare per far cassa. Di 8 beni da dismettere (tra terreni e fabbricati) l’ente municipale è riuscito a venderne solo 2 incassando - su un totale di 3.800.000 euro - poco più di 900.000 euro. Sono un terreno edificabile da 215.000 euro (unico andato bene in due bandi separati) e l’area della stazione di Grosseto (700.000 euro) dove Acquedotto del Fiora realizzerà la nuova sede.

Compravendita ok. Quest’ultima operazione è stata conclusa solo pochi giorni fa e resa nota ora. Era la vigilia di Natale quando è stato firmato il rogito notarile con cui il Comune ha venduto ad Acquedotto - spiega il dirigente del settore Patrimonio, Nazario Festeggiato - l’area della stazione dove sarà realizzata la sede della società idrica. «Il 24 dicembre abbiamo concluso in via definitiva la procedura con il saldo della dismissione, un risultato importante che ha fatto confluire in cassa 700.000 euro. Siamo soddisfatti». Anche per il sindaco Emilio Bonifazi «è un risultato importante che permette di fronteggiare alcune situazioni» bilanciando - in parte - il magro bottino degli altri due bandi.

Due bandi (quasi) deserti. Per i due bandi che scadevano a ottobre e novembre i risultati sono stati scarsi.

Nel primo bando il settore patrimonio aveva inserito 6 beni non più funzionali alle esigenze dell’ente, per un totale di 2 milioni e 642.000 euro (scadenza 1° ottobre 2015). Zero risultati e nulla da fare per il primo bene, il podere La scagliata a Batignano, località Monte Calvello, già noto alle cronache per essere inserito da anni, senza successo, nella lista delle alienazioni. Ribassato dopo varie aste deserte (211.000 euro il valore iniziale), il bene era sceso a 115.000 euro e anche stavolta nessuno l’ha voluto. Meglio è andata per l’immobile comunale di via Gaspare Spontini, porzione di terreno in zona Alberino che il Comune ha invece venduto: un’area di 1.055 mq catastali per 4.500 mc edificabili che potrà essere interessata da interventi per realizzare un centro servizi, uffici, edifici per attività terziarie e commerciali etc. Qui il Comune ha incassato 215.500 euro (in passato l’importo era di 337.500 euro). Le altre voci invendute del primo bando riguardano terreni sempre a Batignano (località Stertignano, 238.000 euro), un’area destinata a parcheggio in via Eritrea (184.000 euro), una concessione di diritto di superficie di un’area comuanle sportiva in via Senese (un milione e 120.000 euro) e un’area edificabile a Marina con destinazione residenziale sociale (via Bramante, 770.000 euro).

Deserto anche il secondo bando comunale - scadenza il 5 novembre 2015 - con cui il Comune voleva vendere l’ex Intendenza di Finanza in corso Carducci-via Goldoni-piazza San Michele, ex proprietà del Demanio dello Stato. Valore stimato 500.000 euro.

La mancata vendita dei beni avrà ripercussioni su progetti e investimenti che verranno a mancare.

«I denari delle alienazioni - dice il sindaco - ci servono non solo per rispettare il Patto di stabilità ma per fare appunto gli investimenti che servono a scuole e strade comunali. È un periodo in cui si risente ancora della crisi. Dovremo rifare i bandi e naturalmente rivedere le stime. Dovremo fare meno cose, minori investimenti che saranno rimandati al futuro».

«Poiché l’impiego dei proventi delle dismissioni finanzia le spese di investimento - fa eco Festeggiato - quando non alieni non puoi finanziare certe spese di investimento previste nel piano delle opere pubbliche. Stiamo già lavorando al nuovo piano delle valorizzazioni e dismissioni 2016-2018».

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