Sicurezza
Enel e Arpat: «Il mercurio lo misura il Cnr»
Azienda e Agenzia replicano al M5s su chi deve vigilare sulle emissioni dalle centrali geotermiche
SANTA FIORA. La difformità dei dati sulle emissioni di mercurio delle centrali geotermiche in Amiata rilevati dall’Arpat e quelli rilevati da Enel Green power sarà analizzata dal Cnr. Ma fino al 30 giugno 2016 non si saprà il risultato della risposta: il termine per la presentazione del “verdetto” è stato infatti prorogato a quella data perché, spiega la Regione, «non essendo ancora finite le prove si è resa necessaria una proroga della consegna del lavoro al 30 giugno prossimo. Al termine di questa fase entrambi i soggetti dovranno osservare le medesime tecniche di campionamento».
Enel Green power, Arpat e Regione rispondono così al Movimento 5 stelle che nei giorni scorsi ha pubblicamente chiesto se fosse già stato nominato il soggetto terzo controllore del mercurio in uscita dalle centrali.
«La necessità di un soggetto terzo è stata ravvisata non per mancanza di competenze di Arpat e di Enel Green power, che ne misuravano le quantità, ma solo per individuare un metodo di standardizzazione scientifico – spiega Enel Green power – Questo soggetto c’è, ed è stato nominato ormai da molto tempo da Arpat. Si tratta del Consiglio nazionale delle ricerche».
«L’origine dei risultati del mercurio delle emissioni dipende dal diverso metodo usato nelle misurazioni», aggiunge Arpat. «La procedura di campionamento è differente. Per stabilire quale delle due metodologie usare la Regione ha dato incarico al Cnr».
Dopo l’ennesimo attacco al proprio operato Enel Green power coglie l’occasione per una generale difesa delle centrali e delle tecnologie impiegate per il contenimento dell’inquinamento. E parla di dati «falsi e tendenziosi» in riferimento a quelli che, nel tempo, vengono riportati da ambientalisti e gruppi politici per mettere in guardia sul reale impatto della geotermia amiatina.
A proposito delle emissioni di mercurio Enel Green power si dice «esterrefatta dell’infondatezza di certe affermazioni, visto che da anni ha studiato, brevettato, realizzato e messo in funzione gli impianti Amis (abbattitori mercurio e idrogeno solforato) che consentono di abbattere significativamente il mercurio, peraltro già presente in altre attività e luoghi sull’Amiata indipendentemente dall’attività geotermica».
Enel ribadisce quello che dice da tempo che «non ci sono impatti sulla salute correlati alla geotermia» e ricorda di avere investito negli ultimi dieci anni otre 100 milioni di euro per dotare tutte le centrali di impianti Amis, con prestazioni che superano il 95% con un costo di esercizio di oltre 10 milioni annui».
Enel ribadisce pure che «le centrali di Bagnore 3 e Bagnore 4 sono dotate anche di un innovativo impianto di abbattimento dell’ammoniaca, per quanto la sua presenza rilevata in aria sia di gran lunga inferiore ai valori di riferimento stabiliti dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Citando i lavori dell’incontro sulla geotermia tenuto ad Abbadia San Salvatore il 4 novembre 2015, da cui emerse che i livelli delle specie misurate in aria e ambiente sono ordini di grandezza inferiori ai valori limite di riferimento dell’Oms, «le misure – dice Enel – hanno parlato in maniera evidente, oggettiva e inconfutabile: la falda potabile non è alterata dall’esercizio geotermico e il suo livello, rilevato dai piezometri, non è correlato a tale esercizio, bensì all’andamento della piovosità con un ritardo di alcuni anni. Le emissioni complessive delle specie presenti nei fluidi geotermici (idrogeno solforato, mercurio e arsenico) si sono attenuate negli anni e i loro effetti di ricadute sono ordini di grandezza inferiori ai valori di riferimento dell’Oms».
L’azienda cita infine i valori di ammoniaca aBagnore («presenta valori in aria ambiente di un ordine di grandezza inferiore ai valori di riferimento dell’Oms»), il particolato sottile («ha concentrazioni in aria paragonabili allo standard di miglior qualità individuato nelle foreste Casentinesi»). (f.b.)
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