Il Tirreno

Grosseto

Non costruito un terzo delle case

Non costruito un terzo delle case

Dopo vent’anni e le grane dell’indennizzo inedificati 41.000 metri quadrati

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GROSSETO. Quando nel dicembre 1996 l’allora amministrazione comunale Valentini dette il via alla nascita del Peep Pizzetti, era previsto che vi sorgessero circa 400 appartamenti.

Oggi, vent’anni dopo, gli appartamenti finiti e abitati nel quartiere di edilizia economica sono in tutto 255.

Dei 27 lotti destinati all’edilizia residenziale, al momento in cui il Comune di Grosseto ha tirato le somme di ciò che era stato costruito e cosa no (il 31 agosto 2015), ne sono stati realizzati solo diciassette. Il lotto destinato a ospitare un centro servizi da oltre 130.000 metri quadrati – qualche negozio, un bar, un’edicola, un punto di aggregazione, insomma, senza il quale ogni quartiere finisce per essere un quartiere dormitorio – anch’esso non è stato costruito.

Entrando nel dettaglio di “chi ha fatto cosa”, la maggior parte dei lotti (4, 5, 6, 7, 8, 24, 25, 26, 27) era affidata alla cooperativa La Prima casa, che ne ha completati sette su nove. Il Cograe aveva in carico cinque lotti e mezzo (1, 2, 16, 22, 23 e metà lotto 17), e ha realizzato solo i lotti 1, 2 e 23. La coop Serenissima ha completato due (il 20 e il 21) dei quattro lotti in carico; inedificati i lotti 18 e 19. Ha però iniziato a costruire la sua metà del lotto 15. L’Eclisse ha invece costruito tutti e tre i suoi lotti 10, 11 e 12. Etrusca ha costruito il lotto 9 ma non il lotto 15. La Nuova Grosseto ha realizzato il lotto 13, mentre resta inedificata la metà del lotto 17. Infine i lotti 3 e 14, rispettivamente di Comit e L’Avvenire Cl’a. Nessuno dei due è stato costruito.

In tutto gli appartamenti abitati risultano 255; alcuni sono rimasti di proprietà delle cooperative (una quota è destinata al solo affitto).

Alla fine, insomma, dei 121.000 metri cubi di case che dovevano sorgere al Peep mancano all’appello 41.000 metri cubi, un terzo del totale. Oltre, come detto, ai 5.000 metri cubi di centro servizi.

Dopo anni di battaglie in tribunale, scontri politici, incroci di accuse tra Comune, cooperative e proprietari, e mentre su oltre trecento famiglie pesa la mannaia del conguaglio, questo è il risultato del percorso avviato due decenni fa. (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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