Il Tirreno

Grosseto

La “maledizione” della neve sull’Amiata

di Fiora Bonelli
La “maledizione” della neve sull’Amiata

La Befana copre di bianco la montagna, ma temperatura e umidità sono troppo alte: impossibile sparare quella artificiale

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CASTEL DEL PIANO. Magia della Befana. Finalmente è arrivata la neve sull’Amiata e, nonostante ancora non basti per aprire gli impianti e le condizioni metereologiche non siano adeguate per sparare neve artificiale, l’inverno sembra già prendere forma.

Gli operatori e gli appassionati, pur non nascondendo la delusione, cercano, di sfruttare al meglio questo momento speciale, di una nevicata arrivata alla fine delle vacanze natalizie, in anticipo rispetto all’anno scorso, quando la prima nevicata giunse il 18 gennaio.

Nella notte del 5 gennaio e nella mattina del 6 una bella nevicata ha imbiancato la montagna amiatina. A partire dai mille metri in su, rapidamente la neve ha ricoperto castagneti e faggete, a partire dalla Madonna di Camicione, e poi i prati delle Macinaie e della Contessa, La Marsiliana, i rifugi e la Vetta.

Una copertura da cinque a dieci centimetri circa, che in mattinata gli spazzaneve hanno tolto dalla strada per cercare di rendere sicuro il transito delle molte persone che volevano salire in montagna a godersi lo spettacolo e assaggiare la bianca principessa. È nevicato per buona parte della mattina, poi la neve ha lasciato il posto alla nebbia e le temperature di pochi gradi sotto lo zero, sono velocemente risalite fino ad arrivare a un grado sopra lo zero.

Impensabile, viste le condizioni meteo, poter sparare neve artificiale. Lo spiega Enrico Bracciali, dell’Hotel Le Macinaie. «La neve caduta – dice – è pochissima per essere sufficiente ad essere battuta. E nemmeno si ipotizza neve artificiale. Siamo a più uno con una umidità al 100 per cento. Per sparare coi cannoni occorrono per lo meno cinque gradi sotto lo zero e un’umidità sotto al 60 per cento».

Condizioni negative, dunque, per sparare. «In ogni caso – prosegue Bracciali – l’anno scorso la neve venne il 18 gennaio e ci lasciò in bianco per tutte le feste. Il 22 fu sparata la neve artificiale e furono aperti i campi scuola della vetta e delle Macinaie. La stagione, cominciata tardi, durò, comunque, fino a Pasqua. Quest’anno speriamo di fare lo stesso e di poter dilatare fino a primavera la nostra stagione invernale».

In ogni caso gli operatori sono contenti anche con poca neve: «Siamo stati pieni fino alla Befana – aggiunge Bracciali– aiutati dalle tante iniziative che sono state organizzate nei paesi. Gli ospiti sono rimasti incantati e soddisfatti».

Quel che più preme agli appassionati di sci, però, è cosa succederà nei prossimi giorni. Ma è già difficile prevedere cosa succederà domani. «Non azzardo ipotesi – aggiunge Bracciali – perché nemmeno oggi avevano messo neve. Dunque chi osa fare previsioni? Secondo me per ora non c’è nulla da aspettarsi».

Dal canto suo, Luciano Porcelloni dell’Isa Impianti spiega che «c’è una situazione per adesso troppo fluida. Stamani (ieri) a un certo punto pioveva. Poi le temperature sono scese di qualche grado ed è iniziato a nevicare. Mi sembra più da Scirocco. Bisogna avere pazienza ed attendere ancora qualche giorno. Ormai siamo abituati ad avere la stagione spostata verso gennaio inoltrato».

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