Il dolore
I cittadini tornano dietro ai banchi di scuola
Gli istituti superiori di Follonica e Massa aprono laboratori pomeridiani di scienze e “fornelli”
MASSA MARITTIMA. «Realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva», «apertura della comunità scolastica al territorio con il pieno coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà locali», «apertura pomeridiana delle scuole», «percorsi di alternanza scuola-lavoro negli istituti tecnici e professionali e nei licei»: questi sono soltanto alcuni dei tanti punti della dibattuta legge 107 sulla scuola, entrata in vigore il 16 luglio scorso.
Per far fronte a tutte quelle condizioni, iniziative e progetti che la legge chiede di sviluppare, otto scuole del territorio compreso tra San Vincenzo a Massa Marittima – e fra queste anche l’Istituto Statale B. Lotti di Massa Marittima e l’Istituto Statale d’istruzione Superiore di Follonica – hanno deciso di fare rete e di avviare un programma di progettazione partecipata per definire un protocollo d'intesa. La scuola capofila è l’Isis Carducci Volta Pacinotti di Piombino, diretto dalla professoressa Raimo, la quale, insieme alla segreteria dell'ACT (Associazione dei Comuni toscani) di Piombino e a tutti i dirigenti e i referenti delle scuole interessate, ha avviato un processo che porterà a definire una prima bozza di protocollo, da portare poi nelle diverse sedi decisionali delle scuole e dei comuni per la verifica e la ratifica.
Gli argomenti su cui trovare forme di collaborazione sono diversi: c’è il tema del rapporto tra il mondo della scuola e quello del lavoro, con i laboratori aperti e l’ alternanza e tirocini, c’è poi quello dello sviluppo della didattica, che è in parte favorita dalla disponibilità di nuove tecnologie informatiche e, infine, c’è il tema della formazione dei cittadini per loro stessi e per i ruoli che essi vanno assumendo o che vorrebbero assumere; ed è proprio su quest’ultimo argomento che entra in gioco il fondo sociale europeo (fse) stanziato proprio per finanziare gli interventi in tema di istruzione, formazione, lavoro, inclusione sociale, ricerca, mobilità internazionale di studenti, lavoratori e apprendisti, mettendo a disposizione una dote cospicua. Il protocollo d’intesa nasce quindi per aiutare le scuole ad aprirsi al contesto esterno e a condivide con il territorio la responsabilità di educare e formare, non solo i giovani, ma anche i cittadini tutti, in accordo, ovviamente, con le necessità della zona in cui viene messo in atto.
«Ogni scuola ha presentato un progetto in accordo con le necessità del territorio – racconta la preside Marta Bartolini – A Massa Marittima abbiamo proposto l’ampliamento del laboratorio di cucina, per avviare dei corsi di cucina molecolare che vedrebbe impegnati sia i ragazzi dell’enogastronomico che quelli del chimico insieme agli adulti interessati a partecipare, ci piacerebbe che i corsi pomeridiani si indirizzassero verso forme di cucina dietetica così da particolarizzarlo e sensibilizzare ancora di più la popolazione del territorio».
A Follonica invece, racconta la preside Annarita Borelli «abbiamo un vecchio laboratorio di scienze che sta per essere dismesso e vorremmo trasformarlo in un’aula informatica multifunzionale con tecnologie moderne così da istituire dei corsi pomeridiani per adulti ma utile anche la mattina per la didattica laboratoriale dei i nostri alunni».
Due progetti che riguardano il nord della Maremma e che vedranno anche gli adulti protagonisti dietro ai banchi di scuola. Per imparare, insieme ai ragazzi che frequentano le superiori durante i pomeriggio nei quali verranno organizzati i laboratori previsti dall’accordo. (g.s.)
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