Il Tirreno

Grosseto

Morso dalla volpe, è il figlio di uno zoologo: «Macché carezze, quell'animale mi ha preso alle spalle»

di Ivana Agostini
Maurizio Pardi, l'uomo che è stato morso da una volpe la notte di Capodanno
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Maurizio Pardi, l'uomo che è stato morso da una volpe la notte di Capodanno

Orbetello: parla Maurizio Pardi, l'uomo che ha passato la notte di San Silvestro al pronto soccorso per farsi medicare dopo il vis-à-vis con il grosso esemplare che gli si era infilato nel giardino di casa   

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ORBETELLO. La notte di San Silvestro è stata per Maurizio Pardi una notte da ricordare. Pardi è infatti l’uomo che la notte dell’ultimo dell’anno, a mezzanotte e cinque minuti, anziché essere a casa a festeggiare brindando all’anno nuovo faceva il suo ingresso al pronto soccorso del San Giovanni di Dio di Orbetello perché morso al polpaccio da una volpe. È proprio lui il protagonista della storia che Il Tirreno ha raccontato qualche giorno fa. Maurizio Pardi la racconta spiegandola nel dettaglio e facendo alcune precisazioni.

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«Sono il figlio di uno zoologo», dice ricordando il padre era Leo Pardi. «So come ci si relaziona con gli animali. Sono stato a lungo in Africa e ho imparato come ci si comporta». La sera di San Silvestro Pardi si trovava nella sua casa della Giannella a poche decine di metri dalle sponde della laguna insieme ad un suo amico. L’uomo, insieme al suo ospite stava tagliando della legna per il camino quando a fare loro compagnia è arrivata una volpe. «L’abbiamo vista arrivare – spiega l’uomo – era docile e girava in mezzo a noi mentre noi continuavamo a fare il nostro lavoro». Tanti metri facevano i due, tanti metri faceva la volpe. «Non si trattava di un volpacchiotto – dice Pardi – da un una grossa volpe».

L’animale ha continuato ad aggirarsi nel giardino fino a che i due sono andati in casa a gustare la cena dell’ultimo dell’anno. La volpe è però rimasta in zona senza allontanarsi troppo dall’abitazione. «Ad un certo punto della serata – continua Pardi – mi sono reso conto che non trovavo più le chiavi della macchina e col mio amico siamo usciti in giardino a cercarle».

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Qui i due hanno notato che la volpe era ancora nella proprietà. Pardi per cercare le chiavi si faceva luce con la torcia del cellulare e quando la puntava verso l’animale questo si allontanava. Il momento del morso è per l’uomo del tutto inspiegabile. «Mi sono reso conto che le chiavi erano rimaste chiuse dentro il bagagliaio dell’auto – dice – e allora ho cercato di aprire il finestrino».

Pardi, infatti aveva aperto, prima di cena, il baule della macchina, senza aprire le altre portiere dell’auto. L’aveva poi richiusa dimenticando distrattamente le chiavi appoggiate all'interno del baule. È proprio mentre l’uomo era intento a forzare il finestrino che la volpe, arrivandogli alle spalle, l’ha addentato a un polpaccio. Per il Pardi è iniziata una serata davvero alternativa.

Il suo amico lo ha dovuto accompagnare al pronto soccorso nel quale è entrato subito dopo la mezzanotte e ne è uscito all’una e trenta.

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Un’avventura che anche ora, a distanza di giorni, continua ad avere i suoi effetti fra visite mediche, punture di antitetanica fatte anche a Roma dove l’uomo vive e appuntamenti con l’ufficio di igiene di Orbetello. A tutto questo si deve aggiungere il vetro della macchina distrutto con un piccone per poter riprendere le sue chiavi. Nel frattempo della volpe si sono perse tutte le tracce. «L’ho aspettata – dice Pardi – ma non è più tornata».

Pardi ha appreso di essere salito agli onori della cronaca da una sua amica che gli ha fatto notare l’articolo di giornale postandoglielo su Facebook. «Non pensavo di diventare noto per un morso di volpe», dice. Il fatto lo fa sorridere e vive tutta la sua avventura come una sorte di legge del contrappasso. «Ho trascorso un Natale incantevole – conclude – La strana avventura dell’ultimo dell’anno mi ha fatto rimangiare tutto il buono della giornata di Natale». Ci ride su Pardi e nel frattempo aspetta che la sua “amica” volpe rifaccia capolino fra la fitta vegetazione del suo giardino.

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