Finanza
«Ho paura per me e mia figlia»
Parla la donna perseguitata dall’ex compagno rimesso in libertà dopo l’arresto
GROSSETO. «Questa decisione proprio non la capisco. E ora ho paura». È uno sfogo quello della donna che per mesi è stata perseguitata dal suo ex compagno, che per due volte è stata mandata al pronto soccorso dopo essere stata picchiata, che negli ultimi tempi ha dovuto sempre uscire dalla sua casa accompagnata da qualcuno per paura che le venisse fatto del male. Che si è trovata spesso carabinieri e polizia davanti alla porta, mandati dal suo ex, per sincerarsi che la loro bambina di appena cinque anni stesse bene. Perché quando l’uomo si è accorto che la sua compagna con lui non voleva starci, avrebbe cominciato a utilizzare la figlioletta per avvicinarla. «Non capisco la decisione del giudice», ripete più volte, intendendo la scelta del gip Marco Bilisari di scarcerare l’uomo e non convalidare l’arresto. Una decisione basata sugli atti a disposizione del magistrato che non ha ravvisato il fumus del delitto contestato, il reato di stalking. In effetti l’uomo godeva di un diritto di visita alla bambina sancito dal tribunale anche se le modalità esatte di queste visite non erano a disposizione del gip.
Nel corso dell’interrogatorio l’indagato ha poi fatto ascoltare una registrazione che non ha consentito di orientare univocamente il giudizio.
«Ora che è fuori dal carcere ho paura - racconta la donna - Sono andata a vivere con mia madre per non stare sola nella casa che avevo preso in affitto, ma le poche volte che sono uscita con le amiche mi sono poi sempre trovata in questura per denunciarlo».
È stata un’escalation quella subita dalla trentanovenne di Grosseto da parte del suo ex compagno. Un’escalation fatta di telefonate, messaggi, appostamenti sotto casa. Fatta di danneggiamenti alla sua auto e di botte che le sono costate, due volte, anche la corsa all’ospedale. Quando l’uomo è stato arrestato, la donna ha tirato un sospiro di sollievo. «Lui non ha nemmeno una casa nella quale vivere - dice lei - e nonostante tutto io la bambina gliela faccio vedere: ma ogni volta che deve riaccompagnare mia figlia a casa all’orario prestabilito, arriva sempre con ore di ritardo». Come per l’ultimo dell’anno, quando la donna voleva portare sua figlia a cena dalle zie. E poi ci sono state le denunce presentate dall’uomo nei confronti dell’ex moglie, le continue telefonate agli uomini della questura per chiedere l’intervento delle volanti per vedere sua figlia.
«Ho l’affidamento esclusivo di mia figlia ma non credo nemmeno che il punto sia questo - aggiunge ancora - Ho scritto una lettera al questore per ringraziare i suoi uomini per tutto quello che hanno fatto per me e ora i miei avvocati stanno valutando le prossime mosse da fare. Qui non si tratta di accanimento nei confronti del mio ex. Semmai è l’esatto contrario. E ora che è uscito di nuovo di prigione senza alcuna misura cautelare sono davvero preoccupata per me e per mia figlia». (f.g.)
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