Sicurezza
Ex Mabro, in arrivo il Tfr Tre offerte per ripartire
Il tribunale pubblicherà a breve lo stato passivo di Abbigliamento Grosseto Il commissario Coscione alle prese con i piani industriali: «Sono tutti validi»
GROSSETO. Il 2016 è l’anno della Mabro. Tra poco meno di due settimane il futuro dell’azienda di abbigliamento dovrebbe ricominciare a parlare la lingua delle vestaglie azzurre che potrebbero conoscere il nome di chi farà riaprire i cancelli dell’azienda. E tornare finalmente al loro posto di lavoro. Intanto però, la buona notizia arriva anche dal tribunale di piazza Albegna dove tra qualche giorno sarà pubblicato lo stato passivo di Abbigliamento Grosseto. Una decisione che segna un passo importante, quella del giudice Vincenzo Pedone, perché permetterà ai lavoratori dell’azienda di riscuotere finalmente il Tfr.
Ma l’attesa maggiore, per i quasi duecento lavoratori dell’azienda di via Senese riguarda appunto la scelta che il commissario della Prodi bis Paolo Coscione dovrà fare tra pochi giorni. La procedura ministeriale scade il 13 gennaio. Ma il commissario chiederà qualche giorno in più per valutare le offerte arrivate.
Sono più di mille pagine di piani industriali quelli depositati nello studio del notaio romano dove sono state aperte le buste di chi ha partecipato al bando per rilevare l’ex Mabro. «E sono tre offerte valide - dice il commissario - che stiamo valutando con molta attenzione. Nei piani industriali presentati è previsto il completo reintegro di tutti i dipendenti». Era questa infatti una delle clausole del bando. I lavoratori della Mabro sono rimasti ora poco meno di duecento. Ma chi prenderà l’azienda dovrà riassumere tutti. «In qualche caso - aggiunge ancora Coscione - c’è chi ha fatto una previsione di crescita che prevedrebbe, nel corso degli anni, l’assunzione di altro personale».
È ottimista il commissario della Prodi bis, anche se quello che ora deve essere valutato fino all’ultima cifra è la solidità economica delle tre società che si sono fatte avanti. Italiane, ma anche straniere.
I piani industriali infatti sarebbero tutti convincenti e tutti farebbero ripartire l’azienda nel segno della continuità con la tradizione. Ma portando anche diverse novità nella produzione delle vestaglie azzurre. «Tutti e tre i progetti sono meritevoli di interesse - ribadisce il commissario Paolo Coscione - ed è anche per questo che abbiamo bisogno di qualche giorno in più per valutare bene e scegliere il progetto che ci sembra avere il maggior sostegno economico. Non c’è alcun pregiudizio verso alcuna delle offerte presentate, sono tutte molto valide». I tre piani industriali sono quindi ora sotto la lente di Coscione e dei suoi collaboratori. Il ministero dello Sviluppo economico che ha dato il via libera alla procedura di Prodi bis concederà senza dubbio altri giorni al commissario per fare la scelta giusta. Poi, una volta vagliati tutti i conti e la solidità delle società che si sono fatte avanti, dando la propria disponibilità anche per trovare un accordo con la procedura di Royal Tuscany Fashion Group per l’acquisto del capannone di via Genova, la Mabro sarà messa nelle mani di altri imprenditori e di un’altra società che potrà così far riaprire i battenti alla fabbrica di abbigliamento che ha fatto conoscere Grosseto in tutto il mondo. Grazie al lavoro di quelle donne e di quegli uomini che hanno lottato fino alla fine per tornare dietro alle macchine da cucire e creare abiti sartoriali di gran classe.
@francegori
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