Sicurezza
Ritrovate le scarpe rubate al pattinatore «Il ladro è un ragazzo»
Grosseto, il furto alla pista di ghiaccio risale al 23 dicembre Il titolare si è trasformato in detective e le ha recuperate
GROSSETO. A voler credere alle favole si potrebbe pensare a un regalo in anticipo della Befana. Il ragazzino di 13 anni a cui il 23 dicembre scorso alla pista del ghiaccio di piazza Nassiriya a Grosseto furono rubate le scarpe, un paio di Adidas nuove di zecca, le riavrà indietro.
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Il titolare della pista di ghiaccio, Leonardo Ceccanti, dopo essere stato tirato in ballo dai genitori del ragazzino per il fattaccio avvenuto nella sua struttura, si è trasformato in detective e ha rintracciato il responsabile del furto.
Come in tutte le favole, però, anche in questa c’è un lato oscuro e disarmante, che lascia molto amaro in bocca. Il ladro sarebbe infatti un ragazzino, più o meno dell’età del giovane proprietario delle scarpe.
«Abbiamo tenuto d’occhio qua in giro e attraverso informazioni e fotografie siamo riusciti a rintracciare questo ragazzino», spiega Ceccanti. «Dopo il furto delle scarpe – prosegue – era sparito anche un giacchetto a una ragazza, con in tasca un cellulare. A quanto pare, il ragazzino in questione si era voluto “rifare il guardaroba” e ai genitori aveva detto che sia le scarpe che il giacchetto gli erano stati regalati».
Peccato che, oltre al giacchetto, avesse scelto un paio di scarpe ben riconoscibili. Le Adidas regalate al piccolo pattinatore, infatti, sono un modello nuovo, praticamente già introvabile nei negozi. Per il ragazzino derubato dovevano essere il regalo da trovare sotto l’albero anche se alla fine Babbo Natale aveva dovuto consegnare il pacchetto con qualche giorno di anticipo.
Come aveva raccontato il babbo del ragazzo, infatti, suo figlio adorava quelle Adidas, ci teneva tantissimo e non se le era più tolte dai piedi da quando gli erano state regalate. Solo alla pista di pattinaggio le aveva lasciate nel piccolo disimpegno usato dai pattinatori per indossare i pattini. Per questo il furto alla pista, oltre a costare alla famiglia un centinaio di euro (questo il valore delle scarpe), era stato ancora più odioso.
«Sono davvero molto felice, non me lo aspettavo – racconta il babbo del ragazzino derubato – Non era tanto una questione economica, quanto personale, perché mio figlio ci era rimasto davvero male. E posso dire che sono anche ricreduto sul titolare».
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