Il dolore
Nasce sabato il movimento della Sinistra
“Sì ai beni comuni” è promosso da Sel Sabatini: «Recuperiamo la legalità»
GROSSETO. Nel frattempo anche la Sinistra ci prova. Nascerà infatti un nuovo movimento - e si chiamerà “Sì ai beni comuni” – che sabato 9 gennaio (alle 16) verrà presentato al circolo Arci Khorakhanè di via Ugo Bassi. Qui è in programma la prima assemblea pubblica.
A confermare tutto questo è Marco Sabatini: «Sì, alle prossime amministrative vorremmo che ci fosse anche una forza che si ispira ai valori tradizionali della sinistra, alle battaglie per la difesa dei beni comuni. Un’alternativa alla coalizione con dentro il Partito democratico». L’attuale coordinatore di Sel lavora da tempo al progetto della “Sinistra Italiana” ed è in contatto costante con alcuni parlamentari che già alla Camera hanno dato vita al gruppo unico della Sinistra.
Ecco le parole di Sabatini: «Mentre i partiti delle cosiddette larghe intese si prodigano per fornire soluzioni che spacciano come uniche e necessarie, ma adatte invece a garantire solo gli interessi dei soliti gruppi di potere, crediamo sia doveroso da parte della cittadinanza non assistere inermi allo scempio del bene pubblico, ma dare vita ad un movimento che recuperi i valori della legalità e le regole della convivenza civile».
Secondo Sabatini «le amministrazioni pubbliche, in questo caso i Comuni, non possono più essere gestite alla stregua di aziende - è il suo parere - bensì come bene comune attraverso regole trasparenti e democratiche. Per cambiare davvero c’è bisogno però di partecipazione. Lanciamo pertanto un appello a tutte le persone di sinistra, e non solo “della sinistra”, interessate a ripartire da zero. Considerata l’importanza di Grosseto, in un momento dove non esiste più un’amministrazione pubblica di livello provinciale e in previsione di aree vaste, l’appello è rivolto non solo ai cittadini residenti nel capoluogo, ma a tutti gli interessati, con particolare riferimento ai comuni limitrofi (Castiglione della Pescaia e Scansano) che andranno al voto nella prossima primavera».
(g.b.)
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