Il dolore
Dalla variante urbanistica arrivano i “supernegozi”
Il Comune avvia la Vas sulla modifica al Regolamento e spuntano le prime novità Per il commercio tolto il limite di 500 metri quadrati per la media distribuzione
GROSSETO. Cancellato il limite massimo di 500 metri quadrati per i negozi di media distribuzione; ridotta la media minima di superficie utile lorda da 60 a 40 metri quadrati; consentita l’apertura di strutture di media distribuzione in via Aurelia nord; eliminato il vincolo che riconosce la funzione commerciale dell’ex fornace Chigiotti solo a patto che la proprietà del centro commerciale Aurelia Antica costruisca una strada con pista ciclabile. Sono alcuni degli obiettivi della variante al Regolamento urbanistico che il servizio Pianificazione urbanistica del Comune di Grosseto ha elencato nella relazione illustrativa e nel documento preliminare che servono ad avviare la fase preliminare per l’avvio del procedimento di Vas (Valutazione ambientale strategica).
Un Regolamento già “vecchio”. A pochi giorni dalla definitiva approvazione del Regolamento urbanistico lo scorso 21 dicembre, lo strumento risulta già “vecchio”. Alcuni aspetti sono superati da recenti norme regionali e – si legge nella relazione – dalle «mutate esigenze della collettività» a seguito della crisi economica e finanziaria iniziata nel 2008, proprio l’anno in cui il Comune iniziò il percorso per dotarsi del Ru. Il Comune, dunque, ha avviato una revisione dei suoi strumenti urbanistici. Sempre il 21 dicembre ha dato l’ok alla variante al Piano strutturale, da cui il Ru dipende. Ora tocca al Ru.
Il percorso non è immediato. Le modifiche vanno sottoposte al vaglio di 23 enti (compresa la Regione). E comunque al momento siamo al primo, embrionale stadio di avvio della Vas, avviata con delibera di giunta nell’ultima seduta del 2015.
La relazione è insomma un documento tecnico su cui la giunta deve ancora lavorare a livello politico. Molte questioni attendono ancora di essere discusse – l’assessore all’Urbanistica Giancarlo Tei ha promesso di portare, ad esempio, la questione dell’ex fornace Chigiotti in commissione – e nessuna nuova norma è stata scritta.La relazione dà comunque un’idea delle novità.
Rivoluzione nel commercio. L’aspetto forse più importante riguarda la volontà di cancellare il limite di 500 metri quadrati di superficie di vendita per le medie strutture di vendita. Si prefigura, insomma un via libera a negozi anche più grossi di 500 metri quadrati laddove fino ad oggi non se ne potevano aprire. Il limite, si legge nella relazione illustrativa, conterrebbe elementi di incostituzionalità (sollevati in particolare dalla Corte costituzionale con sentenza 165 del 2014), in quanto «la norma fissa il numero dei metri quadrati, ma non il numero delle attività consentite».
La modifica si candida ad avere un grosso impatto sulla città perché questo limite viene tolto da molte zone, anche diverse tra loro, dal cosiddetto tessuto antico a quello storico unitario, a quello produttivo. Insomma, che siano aree con edifici antichi, zone residenziali o con attività artigianali, il limite di 500 metri quadrati per i negozi (media distribuzione) è destinato a cadere.
Parola d’ordine: riconversione. E proprio nelle zone a vocazione produttiva (le aree artigianali) si prepara la rivoluzione già anticipata con la variante al Piano strutturale. Con la variante al Ru le medie strutture di vendita potranno essere inserite anche nel tessuto produttivo. Come? Certamente non costruendo nuovi edifici. La variante parla chiaro: non ci saranno nuove costruzioni rispetto a quanto già stabilito con il Ru. La finalità della variante è di «incentivare il riuso del patrimonio edilizio esistente». Insomma, per chi ha un capannone si apre la possibilità di trasformarlo in negozio.
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