Attenzione
Con fucile e taglierino rapinano le Poste
Assalto dei banditi a Roccalbegna: si fanno consegnare la pensione di un anziano e scappano con poche centinaia di euro
ROCCALBEGNA. Due minuti di terrore puro alle poste di Roccalbegna, verso le undici meno un quarto di ieri mattina.
Una rapina compiuta nel bel mezzo del centro cittadino, da due uomini col passamontagna, uno munito di un fucile e l’altro di un taglierino che sono entrati dentro l’ufficio postale che si trova lungo la strada provinciale che dal capoluogo corre per Santa Caterina, vicino alle scuole elementari.
La strada si snoda dentro Roccalbegna e su di essa si affacciano abitazioni e negozi. Ma i rapinatori non hanno esitato a prendere di mira l’ufficio postale, nonostante l’ora e nonostante il posto e hanno rischiato il tutto per tutto. Sono tre i malviventi che hanno dato l’assalto quel piccolo ufficio e tutti molto giovani secondo i testimoni che in buon numero si trovavano in quel momento dentro l’ufficio.
Sono i giorni delle pensioni, infatti e dei pagamenti in scadenza. Due di loro sono scesi da un’auto, un Peugeot 206 di colore blu dove era rimasto ad aspettare i compari un terzo malvivente. I due rapinatori sono entrati gridando: «Fermi, non muovetevi» ai terrorizzati clienti della posta. C’erano una madre con una bambina di 10 anni che si è messa a piangere, rannicchiandosi addosso alla mamma, una coppia di fidanzati, un signore che attendeva sulla panca e un pensionato già al banco che stava riscuotendo la pensione. Uno dei rapinatori è rimasto davanti al banco a sorvegliare l’ingresso col fucile imbracciato ma abbassato a terra e l’altro è entrato dietro il banco, esigendo i soldi dall’ impiegata dell’ufficio postale che stava pagando una pensione.
«Ho solo questi nel cassetto», ha detto l’impiegata e così il rapinatore è riuscito ad arraffare solo alcune centinaia di euro, i soldi della pensione che stava riscuotendo un pensionato allo sportello e che, come tutti gli altri, è rimasto immobile, terrorizzato, nonostante uno dei due, con accento, pare, italianissimo, urlava: «State calmi, tutto tranquillo». Ma i presenti tranquilli non erano, di fronte a quel fucile che sebbene abbassato faceva parecchia paura: «Ci siamo impauriti moltissimo - racconta un giovane che era andato alla posta con la fidanzata - ma i due rapinatori sembravano quasi più impauriti di noi e pareva che stessero addirittura tremando. La situazione era tesissima. La bambina, in collo alla mamma, piangeva disperata, un signore seduto sulla stessa panca era impietrito e anche io e la mia ragazza siamo rimasti immobili, terrorizzati e senza sapere quali reazioni avere. Abbiamo scelto di obbedire a quanto ci veniva richiesto, rimanendo in piedi e fermi senza fiatare».
Quando si sono resi conto che più di quei soldi proprio non c’erano in cassa, uno dei due ha urlato: «Andiamo, andiamo» e sono usciti correndo, gettandosi sull’auto che li aspettava e che è partita a gran velocità. Subito sono stati avvertiti i carabinieri e sono stati allestiti i posti di blocco in tutta la provincia per intercettare la Pegeot 106 blu che si era data alla fuga. «Saranno di certo fuggiti verso Santa Caterina - commenta il sindaco Massimo Galli, perché poi, più in là, si trovano deviazioni varie della provinciale e diventa più difficoltoso individuarli». Intanto sul luogo della rapina sono arrivati anche i carabinieri della scientifica.
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