Il Tirreno

Grosseto

L'EPIFANIA

La vecchina è di casa nei borghi e nei paesi dell'Amiata

di Fiora Bonelli
La vecchina è di casa nei borghi e nei paesi dell'Amiata

L’antica tradizione si rinnova in mille sfumature a misura di bambino tra calze, canti e questue

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CASTEL DEL PIANO. “Buonasera a tutti quanti che stasera è Befanìa e nel nome di Maria vi si viene a salutà”. Annunciata dalla tradizione di Castel del Piano dove si fa festa alla befana un giorno in anticipo, la vecchia dei bambini arriva sull’Amiata la sera del 5 gennaio per continuare, poi, ad animare i paesi e i borghi fino alla sera del 6.

Si festeggia la Befana sull’Amiata, dunque, una terra dove il canto e lo spettacolo propiziatorio legato ai riti del fuoco, fa parte di una tradizione secolare e ininterrotta, anzi rinfocolata negli ultimi anni.

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In ogni borgo e paese, anche nei più piccoli non mancano manifestazioni per accogliere la vecchia che con la sua scopa e i suoi scherzi, allontana le forze del mal, piccoli spettacoli organizzati da gruppi anche improvvisati. La vigilia dell’Epifania, il 5 gennaio, festeggeranno la magica vecchietta Bagnolo (Santa Fiora), Marroneto (Santa Fiora), Tre Case Saragiolo (Piancastagnaio), Montelaterone (Arcidosso), Bagnore (Santa Fiora), Selva, Roccalbegna, Petricci.

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A Bagnolo, in particolare, diversi gruppi di giovani travestiti da befane e befanotti, andranno a cantare e a questuare per il paese, portando in dono lupini e caramelle ai bambini. In particolare il gruppo del Ciaramito, prima di sfilare cantando, si disporrà davanti al sagrato della Chiesa per una minirappresentazione, poi avrà inizio la visita alle abitazioni e risuonerà il canto di questua e di buon auspicio.

Alla stessa ora, verso le 17,30, anche al Marroneto saranno pronti i Befanotti ( quasi tutti uomini vestiti da Befani) per dare inizio alla sfilata e al canto che contiene già la citazione del futuro Carnevale, quando gli stessi protagonisti improvviseranno il famoso ballo dei Gobbi e la morte del carnevale. La Befana del Marroneto parte tutti gli anni dal circolino e va in tutte le case accompagnata dai musicanti dove viene offerto un piccolo rinfresco, accompagnati da un corteo di sostenitori. In questo girovagare per le case rimediano salsicce, rostinciana e altre leccornie, che alla fine del giro, saranno cucinate al Circolino del Marroneto dal mitico cuoco Michele.

Canto con questua anche alla Selva (Santa Fiora), con inizio alle 17, dove la Befana ha un significato più liturgico, per influenza antica dei monaci del convento che sorge in quel luogo. Lungo il giro dei befani che questuano per ogni gruppo di case e poderi sparsi, accompagnati da un drappello di befanotti e con il supporto di tanti strumenti musicali, dalle chitarre, ai flauti, alle trombe e ai tamburelli.

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Insomma un canto dilatato anche nei più sperduti borghi, che con la tradizione della befana si riappropriano della loro storia e del loro immaginario, bruciando, in un braciere ardente, il male e l’oscurità dell’anno appena trascorso.

Ne è sintesi Roccalbegna, dove la vigilia dell’Epifania, attorno a un falò in piazza, sarà cantata la befana da gruppi itineranti che arrivano dal Granaione e da Monticello Amiata. Poi merenda mentre la catasta brucerà lentamente fino al mattino seguente.

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Anche a Petricci di Semproniano, quest’anno verrà cantata la Befana nel pomeriggio del 5 gennaio. Un’iniziativa nuova, che prevede oltre il canto e la questua, anche le soste ai vari presepi della borgata.

A Castel del Piano, Befane in ogni contrada con distribuzione doni. La festa continua il giorno seguente, con tre appuntamenti tradizionali. Il 6 gennaio, infatti, a Castel del Piano gran festa della Befana della sezione Avis che la organizza per tutta la comunità all’oratorio del capoluogo fin dalle 16, con merenda e giochi di sala. Dalla tombola agli intrattenimenti per i ragazzi e per gli adulti.

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Grande attesa per lo spettacolo di Arcidosso, dove la magica vecchietta, interpretata dai volontari dei Vigili del fuoco arriverà nel primo pomeriggio, calandosi dalla terrazza del palazzo comunale. Un’iniziativa organizzata dalla Pro loco e dalla compagnia Né Arte né parte. A Monticello Amiata, nel primo pomeriggio, organizzata dalla Pro loco, ecco la Befana a consegnare le calze nel “Piccolo teatro” del centro storico. Dappertutto canti di questua, diversi a seconda della comunità che li mette in scena, ma sempre contenenti buoni auspici e richiesta di cibo: carne di maiale, farina dolce e castagne. Befani e Befane in un giro itinerante a raccogliere cibo e bevande che poi saranno consumati tutti insieme come scaramanzia collettiva e omaggio alla vecchia che si porta via le ceneri del buio.

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