Sicurezza
Peep Pizzetti, i proprietari affilano le armi
Mentre continuano ad arrivare richieste di versamenti, nasce un gruppo Facebook per raccogliere e scambiarsi informazioni
GROSSETO. Si sono ribattezzati “Quelli (beffati) del Peep Pizzetti” e con questo nomignolo stanno serrando le fila su Facebook. Sono i proprietari di appartamenti nella zona di edilizia sociale alle spalle di Villa Pizzetti e, dopo aver creato un comitato, si organizzano anche sulla piazza social per eccellenza, pronti a dare battaglia.
L’iniziativa è di Adriano Marino, proprietario dal 2013 di un appartamento in via Bartali (lotto 2). A lui, come agli altri proprietari (in tutto circa 400) stanno arrivando in questi giorni le lettere dal Comune con la richiesta di pagare esorbitanti conguagli a seguito del ricalcolo del prezzo di esproprio del terreno per le proprietarie, le sorelle Cavalli: 16 milioni di euro anziché 8 milioni calcolati dal Comune.
Alla fine, a seguito di una transazione, i proprietari dovranno pagare oltre 7,2 milioni di euro in più, in media 18.000 euro a testa ciascuno. E anche le cooperative costruttrici dovranno partecipare alla spesa per i lotti non edificati.
La vicenda si trascina da tempo tra furiose polemiche e accuse incrociate tra proprietari delle case, Comune e cooperative, in un tutti contro tutti dove molti aspetti rimangono ancora da chiarire.
L’urgenza di avere trasparenza ce l’hanno soprattutto le famiglie che hanno comprato casa al Peep Pizzetti e che oggi si ritrovano con una richiesta di pagamento a cui non vogliono sapere di rispondere.
«Io personalmente non pagherò. A costo di andare avanti per vent’anni», dice Adriano Marino, che proprio ieri mattina ha ritirato il suo «regalino» – così lo definisce – cioè una richiesta di versamento di 18.000 euro, a fronte di un appartamento di 100 metri quadrati con garage, che aveva pagato 240.000 euro.
«Siamo tutti molto arrabbiati – spiega Marino – perché nessuno ci aveva detto niente di questo problema con il pagamento dell’esproprio. Io ho comprato dal Cograe e sono entrato in casa a maggio 2012. Il rogito, però, ce l’hanno fatto circa un anno dopo. Erano le 9 di mattina, siamo andati con l’allora presidente del Cograe Elfio Bruni davanti al notaio. Ed è stato il notaio a dirci del conguaglio per un problema degli espropri del terreno. Era la prima volta che sentivamo parlare di questa cosa: per circa un anno il Cograe non ci aveva detto niente. Ma a quel punto che fai? Abitavamo lì già da un anno. Certo, non ci aspettavamo che avremmo dovuto pagare queste cifre».
I conguagli variano da 13.000 a 21.000 euro e la prima rata va saldata entro la fine di gennaio (le altre due a ottobre 2016 e ottobre 2017).
«Nessuno vuole pagare – dice Marino – Qui non ci sono famiglie abbienti. Se ero ricco la casa non me la compravo certo qui al Peep. E poi la prima rata scade a fine mese: ma cosa credono, che i soldi nascano sugli alberi? Qui ci stanno prendendo in giro».
Per confrontarsi, scambiarsi informazioni, far conoscere a più persone possibile la vicenda, Adriano Marino ha creato ieri mattina il gruppo Facebook. In serata c’erano già decine di adesioni.
«Abbiamo già un gruppo su Whatsapp – spiega Marino – ma così contiamo di dare più visibilità a questa storia. Vorremo che se ne occupassero anche Striscia la notizia o Le Iene: la cosa deve essere conosciuta a livello nazionale. Neanche a Totò sarebbe venuta in mente una storia così».
La piazza virtuale servirà da cassa di risonanza per azioni reali, a partire da un’assemblea in programma domani. Ancora non sono stati fissati luogo e orario.
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