Il Tirreno

Grosseto

IN VIA GARIBALDI

Il centro perde il Punto interrogativo

Il centro perde il Punto interrogativo

Dal 31 dicembre addio, dopo 43 anni, all’emporio dei regali sfiziosi

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GROSSETO. Nel pomeriggio del 31 dicembre ha chiuso per sempre i battenti anche lo storico “Punto interrogativo”, in via Garibaldi, nel centro storico di Grosseto.

Per quasi mezzo secolo il negozio è stato un punto di riferimento per quanti cercavano un regalino originale, un biglietto di auguri fuori dagli schemi, ma anche un pensierino spiritoso da consegnare durante una laurea o una festa di compleanno. Il classico negozio dietro l'angolo sempre pronto a soddisfare ogni richiesta e dove era veramente possibile trovare veramente di tutto. Per i giovani di qualche anno fa è insomma stato un colpo al cuore vedere la saracinesca abbassata.

«Abbiamo fatto il nostro tempo - dicono Claudia Santi e Giuseppe Massellucci, gli ultimi a gestire il Punto Interrogativo - tutti i piccoli negozi rischiano la sparizione con l'avvento degli ipermercati e dei centri commerciali».

«Siamo però contenti - aggiungono - di aver regalato momenti di allegria a grandi e piccini che ci hanno scelto nei nostri quarantatré anni di vita. Non è stato facile decidere di chiudere. A dire il vero, potevamo andare avanti qualche altro anno, ma le spese erano più elevate e insostenibili ed allora abbiamo deciso di lasciare il nostro fondo e di dire addio all’attività».

«Il proprietario del fondo - sottolineano – , con il quale si era instaurato un bel rapporto di amicizia, non è nemmeno riuscito a trattenere le lacrime».

Il Punto Interrogativo fu aperto nel 1972 da Andrea Magnani, cugino della Santi, che per 10 anni ha avuto la sua attività in via Ximenes, dove oggi c'è la libreria Nazionale. Nel 1982 il trasferimento in via Garibaldi, dove era diventato uno degli esercizi commerciali più anziani.

«Grosseto sta cambiando - riflette Beppe Massellucci, per anni titolare di un negozio di articoli sportivi in via Fanti (il mitico 44 Sport) - e a noi dispiace perdere degli amici, dei negozi che hanno accompagnato la nostra vita come la cartolibreria Guastini, che abbasserà la saracinesca nei prossimi giorni». (m.cal.)

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