Sicurezza
Ecco i sensori anticinghiali
Due torrette avvertono gli automobilisti del pericolo di impatto
GROSSETO. Chi percorre le strade provinciali 158 e 64 – rispettivamente nei comuni di Castiglione della Pescaia e di Castel del Piano – avrà sicuramente notato, al margine della carreggiata, degli strani dispositivi. Sono stati installati qualche settimana fa dalla Provincia di Grosseto.
Si tratta di due sistemi sperimentali di prevenzione degli incidenti stradali con la fauna selvatica. Il fenomeno è un problema che, in una provincia piena di boschi e a bassa densità abitativa come quella di Grosseto, rappresenta da sempre un assillo per chi amministra, per chi viaggia e per chi ha a cuore la salute degli animali.
A volte le strade e le ferrovie sono addirittura una minaccia alla conservazione della biodiversità, causa di degrado e frammentazione degli habitat, fonte di disturbo e inquinamento, ostacolo ai movimenti e alla diffusione della fauna. E rappresentano inoltre un rilevante fattore di mortalità diretta per molte specie, uccelli e mammiferi soprattutto, che impattano con gli autoveicoli circolanti.
In provincia di Grosseto si calcola che siano oltre 15.000 gli animali che vengono travolti ogni anno, con una tendenza che purtroppo non accenna a diminuire. Gli incidenti vedono coinvolte specie comuni, ma anche di altissimo valore conservazionistico, quali ad esempio il lupo.
Gli incidenti stradali causati dagli ungulati (cinghiali, cervi...) costituiscono, inoltre, motivo di preoccupazione sia per l’incolumità degli automobilisti, sia per le ricadute economiche legate agli indennizzi che gli enti preposti sono tenuti a pagare ogni volta che vengono riscontrate responsabilità pubbliche.
Per tutte queste ragioni la Provincia di Grosseto ha aderito al progetto Life strade, finanziato dall’Unione Europea nel 2011. Il progetto coinvolge tre regioni e cinque province: Umbria, Marche e Toscana, con le province di Perugia, Terni, Siena, Grosseto e Pesaro-Urbino.
L’obiettivo del progetto è la sperimentazione e la diffusione di una serie di misure e di attività per la gestione e la riduzione delle collisioni tra veicoli e fauna sulle nostre strade.
Più nel dettaglio il progetto prevede il posizionamento di sistemi di prevenzione, innovativi per il contesto italiano, che possano costituire un esempio esportabile sul territorio nazionale.
Di pari passo le autorità locali e nazionali stanno mettendo in atto interventi concreti, attivi, per ridurre l’impatto delle strade sulla biodiversità.
Le due torrette con segnalatore acustico e luminoso per gli animali (presto ne verrà installata una terza sulla strada di Alberese) sono a loro volta opportunamente segnalate attraverso sei cartelli per ogni dissuasore.
Come funzionano è presto detto. Il sistema si compone di: una centralina di gestione; quattro sensori radar doppler (due servono per rilevare la velocità dei veicoli su entrambi i lati della carreggiata e due per rilevare la presenza degli animali che si avvicinano alla strada); due cartelli stradali autoalimentati da un pannello solare per segnalare la presenza della fauna selvatica agli automobilisti; un sistema di dissuasione sonora e luminosa.
In pratica il sensore radar doppler registra il passaggio di un animale e trasmette l’informazione a una centralina elettronica. Questa provoca l’attivazione di un segnale di allerta, con luce intermittente per i guidatori, invitandoli a ridurre la velocità fino a un livello ottimale.
Ma c’è di più. Un sensore radar registra se l’automobile in questione rallenta. Se l’automobile rallenta, il sistema si ferma a questo punto.
Se invece l’automobile non rallenta, il radar trasmette un segnale a un’altra centralina, che provoca l’attivazione di un sistema di dissuasione ottica e/o acustica per l’animale, mettendolo in fuga in direzione opposta alla strada.
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