La manifestazione
Peep Pizzetti, il Comune chiede il conto
Centinaia di raccomandate in arrivo agli assegnatari per chiedere il pagamento del maxiconguaglio. Ma loro dicono no
GROSSETO. Il Comune presenta il conto. Centinaia di lettere stanno arrivando in queste ore nelle case degli assegnatari delle aree Peep a Grosseto, chiedendo il pagamento (in tre rate) di cifre che vanno dai 13.000 ai 21.000 euro. Le scadenze: la prima è “ora” (entro fine mese), la seconda entro ottobre 2016 e la terza entro ottobre 2017. Non certo una sorpresa in fondo, ma ora che lo spettro è realtà i nervi si fanno sempre più tesi annunciando nuovi strascichi giudiziari.
La vicenda riguarda il maxiconguaglio che 400 famiglie proprietarie di appartamenti nell’area di edilizia sociale alle spalle di Villa Pizzetti si sono ritrovate costrette a pagare, dopo che il tribunale ha riconosciuto che il valore del terreno su cui è costruito il Peep è il doppio (16 milioni di euro) rispetto a quanto il Comune aveva pagato (8 milioni) alle proprietarie, le sorelle Anna Maria e Diana Maria Cavalli.
Il mittente delle missive spedite agli assegnatari sui quali cui è spalmata la maxicifra (per una media di 18.000 euro cadauno) è il settore gestione del territorio, servizio pianificazione urbanistica, ufficio “edilizia economica e popolare”, che dà seguito così al percorso già delineato i mesi scorsi spalancando nuove, ampie e prevedibili polemiche. «Proprio un bel regalino di Natale», protestano gli assegnatari che - a cavallo tra vecchio e nuovo anno - si sono ritrovati in cassetta la temuta raccomandata a/r recante la data del 24 dicembre 2015, vigilia di Natale, e con cui il Comune - lotto per lotto, assegnatario per assegnatario - sintetizza “in premessa” il complesso percorso burocratico, ricostruisce l’iter e chiede il pagamento delle quote.
«Un salasso», protestano furibondi loro, gli assegnatari, che - in questa triangolazione di soggetti in gioco (loro, Comune e coop) - annunciano di non voler pagare nulla, anzi di voler opporsi in tutte le maniere possibili - anche per vie legali - alla corresponsione della quota definita «una beffa assurda e ingiustificabile: noi comprammo casa senza sapere a cosa andavamo incontro. Nessuno ci disse niente», dicono furiosi tirando in ballo Comune e cooperative.
D’altro canto il Comune stesso - nella missiva - annuncia che «in caso di mancato pagamento delle somme alle rispettive scadenze da parte degli assegnatari/proprietari o delle cooperative imprese, in solido, procederà al loro recupero nelle competenti sedi giudiziarie».
Si apre insomma un altro burrascoso capitolo della vicenda Peep Pizzetti, dai probabili strascichi giudiziari “incrociati”. Difficile ancora quantificare il numero esatto delle raccomandate già spedite e arrivate nelle case degli assegnatari, ma si presume che siano già centinaia. Se molti abitanti degli alloggi Peep hanno già la lettera in mano, altri non ce l’hanno ancora e l’aspettano con timore.
Così, nel fitto reticolo di vie del Peep Pizzetti - per esempio tra le vie Bartali, Coppi e Binda - i nervi sono sempre più tesi e si respirano ansia, preoccupazione e rabbia. Sono in corso accordi per fissare la data di un incontro a inizio settimana, probabilmente già lunedì 4 gennaio.
«Ci siamo incontrati e sentiti telefonicamente tra noi, ci stiamo confrontando e lunedì prossimo dovrebbe essere indetta una riunione anche con l’avvocato Claudio Fiori per fare il punto sulla situazione e decidere il da farsi. Lo scopo è quello di opporsi al pagamento di queste somme per noi ingiuste», dice Eleonora Orlandini, giovane grossetana che non ha ancora ricevuto la raccomandata ma che - spiega (vedi articolo sotto) - l’attende da un momento all’altro. «Al momento le lettere stanno arrivando alla spicciolata. Io non ce l’ho ancora, dei miei vicini... Qualcuno sì e qualcuno no».
Prima o poi l’intera zona - coi 27 lotti, alcuni ancora “inedificati” - sarà coperta in maniera capillare. E il comitato dei 400 si mobilita.
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