Il dolore
«Noi beffati, non verseremo un euro»
I proprietari infuriati: «Lunedì incontriamo l’avvocato, se necessario ci opporremo per vie legali»
GROSSETO. Eleonora Orlandini, 32 anni, insegnante di educazione fisica, un marito e due figli (4 anni e un mese), si dice beffata e arrabbiata. È lei uno degli assegnatari del Peep Pizzetti: anni fa ha comprato casa in via Gino Bartali (lotto 22, 88 mq per 209.000 euro) «senza mai essere stata avvisata di niente», e oggi che la lettera è arrivata a molti dei suoi 23 condòmini (non ancora a lei) non ha alcuna intenzione di pagare 14.000 euro. «Comprai casa su carta 5 anni fa - racconta - Andai al Cograe nel 2010 e feci il preliminare: l’alloggio fu costruito nuovo. Io e mio marito entrammo a inizio 2012, dunque 2 anni dopo rispetto a quando eravamo andati alla cooperativa: in questi 2 anni nessuno ci aveva mai detto che c’era una causa in corso o che ci potesse essere un conguaglio neppure minimale, nemmeno una causa di esproprio per il terreno. Nessun riferimento a niente, solo ai prezzi agevolati. Durante il rogito notarile nel 2012 - eravamo 6 famiglie - scoprimmo che né Comune né cooperative ci avevano avvisato di una causa in corso tra Comune e proprietarie del terreno per l’esproprio di quest'ultimo. Ci fu detto che non ci riguardava, che non era niente, che non c’entravamo nulla. Firmammo. Oggi il Comune manda le lettere a casa delle famiglie per ottenere parecchie migliaia di euro e coprire le differenze di denaro richieste dalle proprietarie. Dice di non avere colpa, le cooperative pure. E noi dobbiamo pagare? Non è giusto e non pagheremo: se le famiglie avessero saputo di questo scherzetto non avrebbero comprato casa qui, ma da un’altra parte».
Anche Nico Volpin, milanese, 67 anni, pensionato, tra i membri del comitato, comprò casa al Peep Pizzetti: lotto 22 pure lui, 100 mq in via Bartali. Lui la raccomandata l’ha ricevuta: deve sborsare 16.000 euro ma non lo farà. «Arrivammo anni fa da Milano con mia moglie, dopo la pensione: avevamo deciso di venire a stare in Maremma, tranquilli, ma quello che ci è successo qua è davvero superlativo... Dal notaio quelli che erano con me posero la domanda: cosa significa “salvo conguaglio”? Ci fu risposto che la cifra pagata a chi erano stati espropriati i terreni era congrua e che eventualmente quanto pagabile da noi sarebbe stato minimo. Non sapevo nulla, pagammo. E oggi non abbiamo alcuna intenzione di “saldare” questi soldi che ci sono chiesti: percorreremo tutte le strade possibili e immaginabili per far fronte a questo». (el.gi.)
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