Sicurezza
Un market per i poveri Ecco l’emporio solidale
I bisognosi saranno dotati di una carta che permetterà loro di fare acquisti I pacchi alimentari saranno sostituiti dalla spesa fatta tra gli scaffali
FOLLONICA. Un emporio solidale, per imparare a gestire la spesa. Il Coordinamento delle opere caritative di Follonica ha deciso di introdurre nella città del golfo, così come accaduto già in molte altre parti d’Italia, una formula nuova di solidarietà, utile non solo a far sentire meno emarginate le persone che si rivolgono al centro per avere un aiuto, ma anche per insegnar loro ad essere autonome e responsabili nei loro acquisti alimentari.
Invece dei pacchi spesa, che come oramai accade da tempo vengono consegnati dai volontari a chi ne ha necessità due volte a settimana, da dopo l’estate (almeno questa dovrebbe essere la tempistica secondo il Coordinamento per introdurre il nuovo sistema) alle persone verrà consegnata una carta. In questa, in base alle esigenze delle stesse (cioè se si tratta di un singolo o di una famiglia con figli, quanti sono, la loro età e ancora altre caratteristiche utili a stimare la quantità di alimenti di cui c'è bisogno per ogni caso), saranno caricati dei punti spesa: una volta all’interno del market, che sarà dotato di una vera e propria cassa, si potrà quindi prendere i generi alimentari di cui si ha bisogno e scaricare poi dalla card il loro valore.
Il costo della merce non sarà in euro ma in punti perché chiaramente non potrà circolare denaro all’interno del supermercato solidale. Il negozio solidale verrà aperto in via Serri 33, dove attualmente si trova il punto d’ascolto del Coordinamento e dove appunto vengono consegnati i pacchi spesa agli indigenti. Nel 2014 gli aiuti alimentari consegnati ai bisognosi hanno raggiunto un valore economico di circa 145.000 euro, una somma importante che da sola fa capire molto sulla situazione attuale del territorio. «La formula è stata studiata dal Banco Alimentare – spiegano dal centro di via Serri – ed è già sperimentata in varie città italiane: in pratica si passa da un aiuto passivo a uno attivo, dove chi ha bisogno viene accompagnato nella gestione dell’acquisto proprio per insegnare a chi si rivolge a noi come spendere al meglio il proprio denaro una volta che si esce dal percorso di sostegno. In più in questo modo si evitano anche gli sprechi: noi consegniamo pacchi standard così invece ognuno sceglierà in base alle proprie esigenze». Uno dei problemi maggiormente riscontrati dai volontari in chi va da loro per un aiuto riguarda proprio l’amministrazione del denaro: spesso i soldi vengono spesi male o per merci non di prima necessità. Da qui l’idea dell’autogestione e della carta a punti: imparare a razionalizzare le risorse, a scegliere ciò di cui si ha più bisogno, ma anche a suddividere il cibo rappresenta una crescita che servirà a rendere autonoma poi una persona. I volontari del Coordinamento utilizzano la stessa formula anche nel caso dell’alloggio: per evitare che a scadenze temporali le stesse persone si presentino a chiedere la solita tipologia di aiuto, quello cioè rivolto alla casa, il gruppo sta attuando un accompagnamento nel percorso in modo da far sì che una volta concluso l’iter, che dura dai 18 ai 24 mesi, la persona aiutata sappia camminare con le proprie gambe e trovarsi da sola un appartamento e soprattutto a riuscire a mantenerlo nel tempo. Un modo per uscire dall’assistenzialismo e ritornare nella quotidianità, senza il bisogno di avere sempre il sostegno di altri. «Il lavoro che stiamo facendo – spiegano i volontari – sta dando i primi risultati e ne siamo veramente felici: riuscire a aiutare chi ha bisogno a proseguire nella propria vita da solo è una fonte di orgoglio per noi, perché così si esce dal mero assistenzialismo». Il gruppo che lavora in via Serri fortunatamente è composto da molti follonichesi, che ogni giorno si impegnano per gli altri senza volere nulla in cambio, ma solo per l’amore del prossimo.
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