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giallo in commissione

«Tancredi mi ha sostituita ma io non l’ho mai delegata»

«Tancredi mi ha sostituita ma io non l’ho mai delegata»

GROSSETO. C’è un giallo nel giallo spuntato fuori dalla quinta commissione Controllo e garanzia del 17 dicembre. Dov’è la delega che ha permesso a Veronica Tancredi di sostituire, il 27 ottobre,...

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GROSSETO. C’è un giallo nel giallo spuntato fuori dalla quinta commissione Controllo e garanzia del 17 dicembre. Dov’è la delega che ha permesso a Veronica Tancredi di sostituire, il 27 ottobre, Stefania Laurenti nella seconda commissione Bilancio e attività produttive? Il 27 ottobre la commissione presieduta da Saimo Biliotti e di cui fa parte anche Daniela Piandelaghi era convocata in vista del consiglio comunale sul maxiconguaglio del Peep.

Della commissione fa parte anche Laurenti. Quest’ultima il 27 non era presente, ma la seduta ha raggiunto comunque il numero legale. Anche abbondante. Vi ha, infatti, partecipato anche Tancredi, che si è presentata proprio al posto di Laurenti. «Io però la delega non gliel’ho mai data» dice quest’ultima.

I colpi di scena però non sono finiti. Innanzitutto per come Laurenti ha saputo della sostituzione. «Il 17 dicembre – spiega – ho sostituito Stefano Rosini in un’altra commissione, la quinta, chiamata a verificare il presunto conflitto di interesse di Biliotti e Piandelaghi sul Peep, quella che io avevo disertato».

In quest’occasione facendo il punto di chi era presente alla seduta del 27 ottobre è uscito il nome di Laurenti. «Ma io – dice Laurenti – sapevo bene di non esserci andata, perché l’ho fatto di proposito, sperando non raggiungesse il numero legale. È lì che ho scoperto che al posto mio c’era stata Tancredi».

È scoppiato il putiferio. Laurenti ha chiesto ufficialmente al Comune di vedere la delega. E qui il secondo colpo di scena.

«Dagli atti d’ufficio non risulta delega scritta», spiega nella sua risposta protocollata il segretario comunale Mario Venanzi. Che però aggiunge un particolare non trascurabile: la delega scritta «non è richiesta» dal regolamento del consiglio. Cioè un consigliere-commissario che non partecipa alla seduta può non dare delega scritta a un collega del suo gruppo perché, dice sempre il regolamento, basta si accordi col proprio capogruppo. «Si desume – spiega Venanzi – che la delega alla consigliera Tancredi sia stata conferita per le vie brevi d’intesa con il capogruppo», in questo caso Daniela Piandelaghi. Al telefono Venanzi conferma: «Non c’è nessun tipo di controllo sulle deleghe; questo aspetto è stato sburocratizzato».

Tancredi dal canto suo mette subito in chiaro: «Nessun contatto con Laurenti – dice – Io sono stata delegata da Piandelaghi». Ma tra Piandelaghi e Laurenti c’è stato o no questo accordo? Ieri Il Tirreno ha cercato di contattare Piandelaghi per avere anche la sua versione dei fatti, ma non c’è stata risposta.

«Anche se vai alla riunione di condominio serve la delega scritta – dice Laurenti – Vorrei capire se questa sostituzione è stata legittima o no». Ad ogni modo se anche Laurenti volesse protestare formalmente non ha grossi strumenti per farsi valere. «Può fare una comunicazione – conclude Venanzi – ma non succede nulla perché in quella commissione non fu deciso niente e nessuno ha assunto il minimo orientamento». (f.f.)

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