Italia
Assalto al bancomat di Poste: arrestato
Un uomo si era chiuso all’interno, scoperto da guardie giurate e polizia. Ma lui nega: «Cercavo un posto dove dormire»
GROSSETO. L’accusa è quella di aver cercato di assaltare il bancomat di Poste Italiane. Lui nega; anzi giura di aver soltanto voluto cercare un posto per trascorrere la notte, al caldo, e che all’alba sarebbe andato via. Il processo ancora non c’è stato e le responsabilità di Franco Camboni, 48 anni, senza fissa dimora e senza lavoro, devono ancora essere accertate nel processo con rito abbreviato che ci sarà a gennaio (difesa Loredana Pinna) e nel quale saranno portate anche le immagini registrate dalle telecamere, quella esterna e quella interna, e riversate su dvd. Nel frattempo, comunque, il giudice Giovanni Puliatti ha convalidato l’arresto eseguito dagli agenti delle Volanti e ha rimesso l’indagato in libertà: il pm Maria Navarro non ha chiesto misure.
A far intervenire la Volante era stato l’Istituto maremmano guardie giurate: l’operatore della sala radio si era insospettito dopo aver notato - dalle telecamere che si affacciano su via Matteotti, cioè a poca distanza dalla sede dell’istituto - che qualcuno era entrato nell’area bancomat della sede centrale delle Poste e aveva chiuso le porte in legno: aveva un bastone in mano. Erano passate da poco le 23.30. Quel portone non chiude mai, lo sportello è sempre raggiungibile. Gli agenti della polizia di stato avevano trovato il portone ancora chiuso e anche bloccato. Dall’interno arrivavano rumori. Così la pattuglia decideva di spalancare il portone, che era stato bloccato con del cartone dalla parte interna. Il vetro blindato della porta successiva appariva incrinato e con un foro. Quella porta si apre solo passando vicino la carta di credito o la tessera bancomat. Secondo la ricostruzione, Camboni - già conosciuto alle forze dell’ordine - sarebbe stato intento a forzare la porta blindata dell’area bancomat. Con sé aveva anche quel bastone di legno visto dalla telecamera, sul cui possesso ha cercato di dare qualche spiegazione in aula al giudice. Questi ha anche chiesto alla polizia di stato di precisare le caratteristiche dei colpi che gli agenti avevano sentito al di là del portone. Non sono stati sentiti - e la scelta del rito abbreviato (cioè allo stato degli atti) non comporterà più la loro presenza - né la guardia giurata che era in servizio alla sala radio né la direttrice delle Poste intervenuta in Tribunale.
Nella mattinata, la direzione dell’ufficio ha provveduto a rimettere in regolare esercizio il punto Atm, indicando con un cartello scritto a mano - anche e soprattutto per tranquillizzare i clienti - che l’area era stata ispezionata dalla polizia di stato.
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