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Grosseto

tagli in via caravaggio

«Gori scorretto, pini salvati da noi»

«Gori scorretto, pini salvati da noi»

Il sindaco difende l’assessore Monaci e l’operato del Comune

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GROSSETO. Dai pini di via Caravaggio alle urne delle prossime elezioni comunali. La polemica tra Movimento 5 stelle e Comune di Grosseto su chi abbia salvato i cento pini lungo la ferrovia prende i contorni dello scontro politico. Dopo che Giacomo Gori, portavoce del M5s, consigliere comunale e candidato ufficiale del Movimento alle prossime elezioni, ha rivendicato di essere l’artefice del salvataggio delle piante dalla motosega, nei giorni scorsi l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Monaci, ha spiegato che la trattativa tra Comune e Rfi per ridurre i pini da tagliare dai 105 iniziali agli otto effettivamente abbattuti è nata molti mesi prima che Gori intervenisse sulla questione. Gori ha replicato chiedendo le dimissioni di Monaci.

Oggi, a difesa dell’assessore della sua giunta, interviene il sindaco Emilio Bonifazi. «Il consigliere Giacomo Gori è impegnato in una lotta politica particolarmente intensa che rispetto – dice il sindaco – ma anche lui deve cercare di rimanere nei confini della correttezza. Non è infatti corretto accusare o addirittura chiedere le dimissioni di un assessore senza uno straccio di motivo. Rispetto alla vicenda dei pini di via Caravaggio, l’assessore Monaci ha già ampiamente chiarito l’operato del Comune che ha frenato l’abbattimento a nostro parere ingiustificato di un centinaio di piante lungo la ferrovia. Lo ha fatto ufficialmente e formalmente. Il consigliere Gori, invece, sostiene di essere l’artefice della decisione solo perché l’avrebbe pensata anche lui e perché si era andato a informare negli uffici comunali dove lo avevano correttamente aggiornato sulle scelte già adottate senza bisogno di aiuto alcuno. Così, però, è troppo facile portare avanti le battaglie politiche. A scegliere i candidati sono un gruppetto di attivisti (ma la si chiama democrazia diretta), a fare i programmi sono un altro gruppetto di attivisti (ma la si chiama partecipazione) e adesso si dice cosa si vuole e poi si afferma di averlo fatto al posto dell’amministrazione. Ma esattamente i 5 Stelle cosa fanno direttamente, oltre che strillare e insultare?».

Anche Monaci replica a Gori: «Le sue parole si commentano da sole: di fronte alla figuraccia che ha fatto dopo aver inventato di aver bloccato il taglio di alberi lungo la ferrovia, ora passa alle offese. Poteva condividere con noi una battaglia, se la riteneva giusta, ma ha scelto di strumentalizzare l’argomento a uso e consumo del suo protagonismo. Siamo alle solite. Ormai lo conosciamo. Ma diffondere allarmismo e offendere non paga mai, perché le bugie hanno le gambe corte».

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