Il Tirreno

Grosseto

IL SINDACO ARTURO CERULLI

«Da sempre auspichiamo l’uso turistico-ricettivo»

«Da sempre auspichiamo l’uso turistico-ricettivo»

PORTO SANTO STEFANO. Visto dal mare appare come un vecchio rudere in pietra, issato sulla parte più granitica dell’Argentario. Non a caso il luogo si chiama “Le Colonne”, perché arrivando in barca,...

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PORTO SANTO STEFANO. Visto dal mare appare come un vecchio rudere in pietra, issato sulla parte più granitica dell’Argentario. Non a caso il luogo si chiama “Le Colonne”, perché arrivando in barca, sotto costa, si intravedono due colonne di roccia alte 150 metri.

L’immobile – edificato nel marzo del 1960 – nasce con destinazione residenziale (proprietà Bedini), ma di fatto una casa, una villa, non è mai stata. L’apertura al pubblico come locale da ballo avvenne già nel 1961 mentre nel 1986, dopo aver già ottenuto l’abitabilità «a uso ristorante», arrivò il condono edilizio «per opere a uso non residenziale», che di fatto ne certificò la nuova destinazione: turistico-ricettiva.

Negli anni a venire i lavori effettuati trasformarono la Strega in un night-club-discoteca, con la creazione di sedute in muratura, due piccoli locali adibiti a bar e cabina dischi, una nuova pista da ballo con tralicciature, piattaforma girevole e illuminazione, infine un’area ingresso-biglietteria.

La Strega del mare, in estrema sintesi, era una villa privata prima di diventare un locale d’alto rango, valorizzato prima da Massimo Bernardi e poi da Massimo Formicola.

Arturo Cerulli, attuale sindaco di Monte Argentario, conferma tutto: «Non ho letto ancora la sentenza, ma mi dicono che i giudici del Tar hanno accertato come i nostri tecnici non avessero sbagliato. Dispiace quando un cittadino, un turista, io lo chiamo cliente, decide di intentare causa contro il Comune, come in questo caso. Si sprecano soldi, tempo ed energie. Il nostro auspicio è sempre stato lo stesso: che la struttura venisse recuperata e destinata a uso turistico-ricettivo. Pensare di tornare al residenziale non è plausibile. Ci sono anche locali che non fanno rumore…».

Per esempio – aggiungiamo noi – quelli dove incocciano tra loro piatti, forchette, cucchiai e coltelli. Che possa esserci proprio un ristorante vista mare, nel futuro de La Strega? (g.b.)

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